Senise

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Altitudine m 335
Abitanti 7481
Distanza dal capoluogo km 155

Etimo

II toponimo potrebbe essere messo in relazione con quello del fiume Sinni, che scorre nel territorio, con l’aggiunta di un suffisso aggettivale di pertinenza -ensis.

Leggende di fondazione

I Narsete Servilio, amico intimo di Giulio Cesare, fugge da Roma subito dopo l’uccisione dell’imperatore e si rifugia nella valle del Sinni. Qui trova l’i dolo Serapo e fonda la città di Senise sul tracciato di un’altra città edificata dai di scendenti del biblico Jafet; I Senio, cavaliere della città di Siena, nell’andare alle Crociate, si ferma nel luogo dove fonda il paese che prende il suo nome.

Origine attestata

La prima notizia sull’esistenza di Senise risale all’871 quando nel suo territorio è documentata la presenza di monaci di rito greco nei monasteri di S. Maria di Massanova e di S. Nicola di Benego.

Senise è la culla e la tomba di un “delicato poeta”: Nicola Sole (1821-1859). Nei suoi versi riecheggiano le memorie dei luoghi e delle contrade in cui i vario pinti colori, i limpidi rivoli, i canti di usignoli e tanti ambienti agrestimo dellano l’armonia interiore dell’artista. Egli e il suo amico, il pittore napoletano Domenico Morelli, stringono amicizia con Giuseppe Verdi.

I tre trascorrono insieme a Napoli molte ore nelle sale “dell’antico e solitario Albergo Roma” o per le strade cittadine. “Disteso in una poltrona a bracciuoli, come trasognato, mentre il Verdi sedeva a pianoforte, il Sole ascoltava la sua musica divina e quando poi i tre amici andavano errabondi per le strade di Napoli,  prorompeva in versi armoniosi e soavi” (De Filato 1986, 125).
Verdi e Sole progettano un melodramma, II mercato di Smirne.