Savoia di Lucania

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Altitudine m 720
Abitanti 1300
Distanza dal capoluogo km 46

Etimo

Dal fitonimo salvia e non dal basso latino sàulia, “luogo impiantato a salici” come invece suppone il Racioppi (1889, 68).

Origine attestata

Dal Catalogo dei Baroni (1150-1168) si evince che Savoia di Lucania in questo periodo è feudo della contea di Satriano e Pietrafesa a loro volta appartenti al principato di Salerno.

Storia

Napoli 17 novembre 1878: Giovanni Passanante, originario di Savoia di Lucania, attenta alla vita di re Umberto I. La notizia si divulga nell’intera nazione, provocando un’intensa indignazione in tutti. L’opinione pubblica criminalizza anche il picco lo comune di Salvia (antico nome di Savoia di Lucania), perché luogo natio dell’attentatore. La vergogna per i salviani è grande, tanto che decidono di mutare la denominazione del paese in Savoia, per riabilitarsi nei confronti della casa regnante.

Giovanni Passanante è un umile uomo, nato in un ambiente povero. Per sopravvivere è costretto ad abbandonare i propri familiari e il suo paese, trasferendosi prima a Potenza e più tardi a Napoli.
Dapprincipio semianalfabeta, forma la sua cultura attraverso conversazioni tra amici, letture assiduerna di sordinate di libri e giornali, che fanno maturare in lui l’ideologia repubblicana. Egli è però dotato di un ingegno senz’altro non volgare, molto vicino al popolo e ai suoi bisogni. Condannato a morte, viene graziato dal re e la sua pena commutata in ergastolo. È confinato in una cella alta 1,20 m, lunga 1,60 col solo spioncino per la luce.

Vi rimane dodici anni, morendovi! Soprusi, miseria e ingiustizia sono pane quotidiano degli abitanti di Savoia di Lucania dal lontano medioevo. Soltanto nel XVII secolo, stanchi di tale situazione di suddi tanza, insorgono contro i feudatari e gli ecclesiastici. Nel clima rivoltoso di Masaniello (1647-48) i pastori, contadini e fittavoli denunciano il gravoso peso dei tributi che li costringe a vivere in maniera non libera e misera. Si sa che quella rivoluzione finì male. Oggi unica testimonianza della passata epoca feudale in Savoia di Lucania è la mole del Castello o Rocca, testimone delle antiche vicende baronali.

Esso passa di proprietà dai Gesualdo ai baroni Laviano, oggi appartiene alla famiglia Sivolvella. Accanto alla mole del Castello si erge la settecentesca chiesa di S. Nicola, nel cui interno troneggia una piccola ma preziosa statua ligneadell’Immacolata. Sei teleri raffiguranti Scene ed episodi biblici del nuovo e vecchio Testamento, del Pietrafesa (1569-1636), adornano i soppalchi della navata centrale.

Nel 1915 un altro triste evento naturale fa parlare ancora di Savoia di Lucania: la rovinosa frana. Questa distrugge quasi completamente il paese, riedificato solo recente mente con la ricostruzione delle case, con l’ampliamento della vecchia stra da comunale di accesso al paese, con l’esecuzione di importanti opere pub bliche, tra cui l’impianto di un nuovo acquedotto.
L’insieme di tutto ciò consente a Savoia di Lucania di uscire dal secolare isolamento.