San Paolo Albanese

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Altitudine m 830
Abitanti 450
Distanza dal capoluogo km 165

Etimo

L’appellativo San Paolo Albanese è di derivazione agionimica. La precedente denominazione Casalnuovo è evocata dal dialettale Kasalnovè.

Origine attestata

II paese è menzionato per la prima volta nel censimento del 1534.

Storia

Alle falde del monte Carnara, protette da una fitta vegetazione, sorgono le pri me case dei profughi albanesi. È il 1534: i fuoriusciti di Corone vengono man dati qui da re Carlo V. Un gruppo crea San Costantino Albanese e a poca di stanza nasce la frazione Casalnuovo Lucano. Già alla fine del XVI secolo essa diviene Comune autonomo, con 46 famiglie, appena dodici in meno rispetto al centro più grande.

Il nuovo paese gode degli stessi benefici fiscali concessi un tempo dal re a San Costantino Albanese. I sanpaolesi però godono di ulteriori vantaggi, in quanto non sono tenuti a pagare nemmeno il casalinaggio (imposta su ogni grup po familiare) e il terratico (imposta fondiaria sui terreni).

Queste esenzioni regie, dovute alla gratitudine verso gli Albanesi che hanno combattuto al fian co degli Spagnoli contro i Turchi, irritano i baroni dello Stato di Noja di cui il paese fa parte.
I feudatari vedono infatti diminuire gradualmente le loro en trate. Mossi da interessi economici, decidono di perseguitare i profughi, de nominati con disprezzo i “cagnuoli”.

Come nel vicino San Costantino, a San Paolo Albanese permane il rito greco. Il battesimo è svolto secondo tale rito: è amministrato assieme alla cresima, quando il bambino è già grande, e avviene senza la partecipazione dei genito ri i quali affidano il catecumeno al padrino o alla madrina.

Permane anche il rito della purificazione della madre: la donna, circa quaranta giorni dopo il parto, in ginocchio davanti alla chiesa, riceve dal papas (il parroco) la benedizione con la quale è liberata da qualsiasi impurità. Dopo di che entra in chiesa. Anche le feste legate al ciclo dell’anno prevedono delle usanze particolari. Na tale si distingue per la mancanza del presepe e soltanto il Bambinello viene deposto in un cestello di vimini.