San Fele

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Altitudine m 936
Abitanti 5924
Distanza dal capoluogo km 56

Etimo

Sanctus Felix e Sanctus Felis sono riportate nel Catalogo dei Baroni del XII secolo, mentre nelle carte angioine vi èTerra S. Felicis. Tutte queste forme han no un’origine agiografica: dal nome del santo vescovo africano di Tibari venerato nel Vùlture e soprattutto a Venosa, da dove si suppone siano giunti i primi abitatori attorno al Castello di San Fele costruito nel X secolo.
Uno dei tre stemmi del paese, infatti, è “d’oro all’effigie di S. Felice, in sacri paramenti, seduto su di una cattedra, con la destra in atto di benedire, e nella sinistra sostenendo una palma” (Gattini 1981, 78).

Origine attestata

Verso il III-II millennio a.C. il territorio è abitato dagli Ausoni, popolo forse proveniente dal continente asiatico. La loro presenza è testimoniata da alcu ni graffiti ritrovati all’interno di grotte nelle località Santa Croce, Pierno e Civita.

Storia

Le vicende della storia “municipale” di San Fele sono da sempre collegate alla presenza di uomini illustri, sia indigeni che non. Il sito nasce, infatti, nel 969 come castrum fortificato voluto da Ottone I di Sassonia, imperatore del Sacro romano impero. L’intento dell’augusto sovrano è quello di poter disporre di una postazione strategica per proteggere il Vùlture dagli assalti dei Bizantini.