Ruoti

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Altitudine m 751
Abitanti 3830
Distanza dal capoluogo km 19

Racioppi sostiene che il termine derivi dalle forme del basso latino Rodium, “terra arabile/aperta all’aratro”, eRothus, “novale” o maggese (Racioppi 1889, 67).
Tale ipotesi è da sostituire con un’altra che pone l’origine del toponimo dal personale germanico (longobardo in questo caso) Roto già documentato nel l’anno 715 a Siena.
La forma suddetta è anche attestata nel Rationes Decima-rum Italiae (secoli XIII-XIV). Nell’anno 1324 si ha, infatti,”prò beneficio Roti” e “archipresbiter et clerici Roti”.

Origine attestata

II rinvenimento, nel centro abitato, di resti dì mura preromane costituite da pietre calcaree di forma omogenea e il ritrovamento, in località Fontana Bona, di una stipe votiva facente parte di un santuario dedicato ad una divinità campestre datano la prima presenza di popolazioni Osco-Sabelle nel sito in torno al V-IV secolo a.C.

Storia

Uno dei momenti cruciali della storia di Ruoti è l’acquisto dell’omonimo feudo da parte di Zenobia Scaglione (moglie di Giovan Battista Caracciolo, signore di Avigliano) dal precedente possessore Vincenzo del Tufo. La somma pattuita è di 2600 ducati: è il febbraio del 1577.

La vendita del paese fa insorgere tutta la popolazione. Essa, persistendo nel suo antico atteggiamento antifeudale, raccoglie la stessa somma pagata dalla Scaglione e chiede alla Real Camera della Sommaria di affrancare Ruoti dal vas­sallaggio. Il ricorso viene rigettato. La protesta dei cittadini aumenta con l’evidente rischio di degenerare in violenti tumulti. La feudataria si vede allora costretta a concedere uno Statuto o Capitolazione, per soddisfare la richiesta dei suoi sudditi (25 novembre 1583).