Rivello

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Altitudine m 479
Abitanti 3153
Distanza dal capoluogo km 127

II toponimo è esplicitamente un diminutivo di rivo, corrispondente di rìvolo.

Leggenda di fondazione

Rivello è sorto in seguito allo stanziamento, su un colle alla sinistra del fiume Noce, di gente sfuggita alla distruzione dell’antica città di Velia, ora in Campania;

Alcuni profughi di Blanda, paese situato alla foce del Noce e di cui non si hanno notizie precise, si ritirano sulla sommità del colle e fondano il primo nucleo abitato del borgo di Rivello

Origine attestata

Anno 604: il duca longobardo di Benevento, mentre minaccia le città ed i territori bizantini nel sud Italia, cerca la difesa dei suoi possedimenti con la costru zione di torri e castelli. E qui a R., alla stessa data, viene costruito un fortilizio.

Rivello, paese fitto e ben conservato nel suo tessuto edilizio, può essere definito “città d’arte”. Contiene edifici sacri ed opere di valore come in uno scrigno. Ciò è dovuto alla sua storia, legata strettamente alla ritualità greca e a quella francescana. Le due culture, la greca e la latina, se sul piano temporale formalmente si scontrano, sostanzialmente danno frutti interessanti per la storia culturale e sociale del territorio. Questo è fortemente caratterizzato dal verde del gruppo montuoso del Sirino e dalla profonda valle del fiume Noce.

Tali peculiarità fanno decidere ai monaci di rito greco di fermarsi qui tra il IX ed il X secolo. Il loro profilo, per così dire “professionale”, ha ora un elemento nuovo rispetto al passato e che rappresenta una rivoluzione culturale: l’antico eremita ha lasciato il posto al monaco, il quale non intende isolarsi dal mondo, ma parteciparvi attivamente, non soltanto con la preghiera, ma migliorando anche l’economia, la vita civile e culturale dei centri abitati nelle cui vicinanze si installa con la comunità monastica.