Rapone

Hotel – Agriturismi – Bed and Breakfast – Residence – Casa vacanze – Ostelli – Shopping – Ristoranti – Pub – Vendita  Appartamenti

Altitudine m 838
Abitanti 1300
Distanza dal capoluogo km 75

Etimo

II toponimo deriva da rappa, ma non “spina e luogo pieno di spine” proposto da Racioppi (1889, 65), bensì “località coltivata a vigneto”. Quanto all’origine di tale voce, essa va confrontata con l’italiano “rappa”, raspo, roccia. Il suffisso -one può essere sia collettivo, che accrescitivo o diminuitivo.

Leggenda di fondazione

II fondatore di Rapone sarebbe stato Rapo, uno degli eroi etruschi alleati di Enea, come detto nell’Eneide (X, 1105): “Obtruncat […] partheninunque Rapo et praedurum viribus orsen” (A due tolse la vita Rapo a Partenio ed al gagliar do Orsone). Tale credenza è anche riportata nello stemma del paese che è costituito, infatti, dal gladio, l’antico pugnale dei guerrieri, e dalle parole di Virgilio.

Origine attestata

I ruderi di “Rapone vecchio” testimoniano l’esistenza di un antico sito abitato, forse già del VI secolo a.C.

Storia

Rapone, così come gran parte dei paesi della Basilicata, ha seguito le alterne vicende della storia degli insediamenti dei Normanni prima, degli Angioini e degli Aragonesi poi. Nel Catalogo dei Baroni (1060), Rapone compare tra i possedimenti di Gionata di Balvano (figlio di quel Gilberto di Balvano finanziatore del presti gioso santuario della Madonna di Pierno presso San Fele).

Egli da in concessione il feudo ad un suo vassallo, Malumventre. Dal documento si ricava che il territorio gode di una situazione economica rilevante tanto da contribuire alla richiesta del re con due militi e cioè quaranta once d’oro, sulle trecento-venti pagate dall’intera vallata.

Successivamente Rapone diventa proprietà di Guido Filangieri, tolto a Gionata a causa della congiura da lui operata assieme ad altri baroni contro il re Guglielmo I, detto II Malo (per la sua crudeltà e per i suoi costumi depravati).