Oppido Lucano

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Altitudine 670 m.
Abitanti 4004
Distanza dal Capoluogo 38 km.

Oppido Lucano rispecchia il latino oppidum, luogo fortificato, ma l’epoca di assegnazione del nome è incerta. Esso potrebbe sembrare una diretta conti nuazione del latino, dato che oppidum era anche un termine normanno di uso amministrativo. Nel 1863 Oppido diventa Palmira, forse per una reminiscenza classica, ma, nel 1933, viene, dal governo fascista, nominato Oppido Lucano.

Origine attestata

Abdia (Giovanni, figlio di Drogone) nella sua autobiografia, scritta nella seconda metà dell’XI secolo, parla di un suo sogno ambientato nella Chiesa Madre di Opide. Drogone D’Altavilla ha un figlio di nome Giovanni. A lui da la signoria di Oppido Lucano Il giovane si converte alla religione ebraica. Lascia il feudo e si reca in Terra Santa e si stabilisce in Egitto assumendo il nome di Abdia.

Qui egli da piena libertà alla propria fantasia con componimenti poetici e con composizioni musicali. È anche un teorico ed apporta così importanti innovazioni alla musica ebraica.

Scrive un’autobiografia nella quale parla di sé e del suo paese Opide, dando anche una minuziosa descrizione del territorio e delle città che lo cir condano. Alcuni suoi manoscritti si trovano a Gerusalemme e a Washington. Forse è per un ideale collegamento con questo figlio illustre, il quale sceglie di spendere la propria vita in Oriente, che gli oppidesi, nel 1863 danno al proprio paese il nome di Palmira, città dell’orientale Siria. L’esistenza di Opinum è data dalle antiche testimonianze archeologiche risalenti al periodo com preso fra il VII ed il IV secolo a.C.

A quest’epoca esso è abitato da genti osco-lucane, caratteristica che si prolunga anche in epoca romana. Proprio qui, la strada proveniente da Venosa si divide in due rami, uno dei quali diretto a Potentia, l’altro ad Heralia.

Il luogo è una stazione per il cambio dei cavalli. Purtroppo le successive notizie riguardanti il centro romano sono molto fram mentarie. Il suo nome viene anche citato nell’itinerario dell’imperatore An tonino. Tra il I ed il IV secolo d.C. la popolazione, forse per sfruttare meglio il territorio coltivabile, si sposta nelle vicine campagne, dove costruisce delle villa rustiche. Quando, però, Paolo Diacono (720-799) cita, nella sua Storia dei Longobardi, la vicina Acerenza come città fortificata, il paese è già in rovina. Si è nel 763 d.C.

Nuove notizie dell’esistenza dell’antico Oppido risalgono all’XI secolo. Esso non è fondato sui resti di Opinum, bensì più a valle, in un luogo non troppo in vista dal quale è però possibile controllare l’eventuale arrivo nella piana sot tostante di nemici invasori.

Alcuni studiosi fanno risalire la data di fondazione all’anno in cui viene edificato il Castello. Esso risale ad un periodo compreso tra il 1047 ed il 1051, quando, durante la dominazione normanna, si verificano le lotte di successione tra il conte di Acerenza, Riccardo Quarel, e Drogone, figlio di Tancredi D’Altavilla. La sua funzione non è indirizzata ai soli scopi militari e difensivi, ma anche ad ospitare cavalieri e coltivatori della terra, alla luce di una nuova or ganizzazione del territorio circostante.

Nel Catalogo dei Baroni (XII secolo) il paese risulta essere sottoposto al connestabile di Salvano ed in possesso del barone Rogerius. In epoca angioina, dopo i torbidi del 1268, viene assegnato a Pietro De Soumerouse, Roberto de Drois, Pietro de Glaix. Durante il regno di Carlo II d’Angiò, l’intero feudo pas sa al figlio Giovanni, principe della Morea (1309) e successivamente a Carlo di Durazzo e Marsilio Gonfalonieri, conte di Morcone. Con Giovanna II diventa possedimento della famiglia Zurlo e dal 1426 passa ad Antonio Orsini, principe di Taranto.

La nobile famiglia lo possiede fino al 1730, quando diviene proprietà dei De Marinis che lo lasciano nel 1806. Dell’antico fortilizio,  è rimasto il portale d’ingresso sormontato dallo stemma de gli Orsini.