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Altitudine: 546 m
Abitanti: 702
Distanza dal capoluogo: 73 km
Santo protettore – San Cipriano vescovo, in onore del quale ad agosto si festeggia la festa del “maggio”, simile all’omonima festa di Accettura.
Etimo - Deriva dal latino olivetum, olivete, a indicare la natura del luogo coperto di alberi d’ulivo. Gli abitanti si chiamano olivetesi.
Storia – Oliveto Lucano sorse in epoca altomedioeva-le e fu popolata probabilmente dagli abitanti dell’antichissima città di Gallipoli, anteriore al VI secolo a.C., citata in alcuni documenti del XI secolo, ma poi disabitata nel Quattrocento.
Da una bolla del 1060 sappiamo che Oliveto Lucano dipendeva dal vescovo di Incarico e nel XII secolo fu feudo dei Marellaro. Sotto gli angioini appartenne a varie famiglie feudali. Alla fine del Cinquecento fu feudo della famiglia Suardo, successivamente della famiglia De Leonardis. Nel Settecento fu signore Girolamo De Lerma, duca di Castelmezzano, i cui discendenti la tennero fino all’abolizione della feudalità. Fino al 1858 ebbe un vasto territorio che comprendeva, come frazioni, Calciano e Garaguso. Dell’antico castello feudale, ormai ridotto a un rudere, si può ammirare l’imponente portale sormontato dallo stemma dei Revertera ex proprietari.
La chiesa madre dedicata a santa Maria Assunta conserva una tavola rappresentante la Vergine con Bambino e santi del XVI secolo, coeva alla fondazione, fl territorio, soprattutto nei pressi del monte Croccia, conserva abbondanti testimonianze di interesse storico e archeologico. Dal monte provengono ceramiche databili intorno al VI-IV secolo a.C. insieme a resti di una cinta muraria costituiti da grossi massi parallelepipedi di arenaria. Sono stati rinvenuti anche i resti delle mura e delle abitazioni dell’antica Gallipoli.
Altre presenze importanti sono le tracce di cittadine fondate da popoli vissuti intorno al 2000 a.C. o quelle di popoli come i greci, i romani, i longobardi, i saraceni, i normanni, gli svevi che risalirono dalla costa lungo la valle del fiume Basente. Nel territorio di Oliveto Lucano rientra in parte il parco regionale di Gallipoli-Cognato, situato tra le province di Matera e Potenza, nella zona più interna della Basilicata.
Nel parco si trovano le famose Dolomiti lucane. Nella foresta si trovano i cerri ad alto fusto, che nelle zone d’alta quota possono raggiungere enormi dimensioni, gli aceri, il frassino, il leccio. Sono inoltre presenti l’agrifoglio e la ginestra. Per quanto riguarda la fauna, si possono trovare caprioli, cinghiali, volpi, tassi, istrici, lupi, gatti selvatici e numerosi volatili; un tempo erano presenti anche gli orsi e le linci. La storia della foresta è ricca, inoltre, di numerose leggende che contribuiscono ad aumentare il fascino di questi luoghi: si parla, tra la gente, di strane presenze di gnomi e folletti che interferiscono con gli uomini e con le donne che attraversano la foresta.




