Noepoli

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Altitudine 676 m.
Abitanti 1280
Distanza dal Capoluogo 152 km.

L’antica denominazione feudale Noja, derivante dal basso latino novium, terra umida e grassa adatta al pascolo, è sostituita dalla greca Noepoli, città nuova.
Ciò accade nel 1863, a seguito del regio decreto emanato da Vittorio Emanuele II.

Leggenda di fondazione

Si suppone che il primo nucleo abitativo di Noepoli sia stato una villa romana costruita nella valle del Sarmento come asilo per gli addetti al latifondo.

Origine attestata

La civitatìs Nohae è menzionata per la prima volta nel Syllabus graecarum mem-branarum adregiae Siclae pertinentium, un documento greco del 1093 il quale parla di una chiesa e di un monastero già esistenti nell’871.

Dall’alto di un muro posto nella zona occidentale di Noepoli un pellegrino, che riposa su un guanciale, sembra dare il benvenuto a chi cammina per raggiungere il centro del paese. È ciò che resta di un’antica pietra tombale del XVI secolo, nota agli abitanti del luogo come lo lacuvill.

Ai piedi del viandante si legge l’epigrafe erosa dagli agenti atmosferici: Giacomo lanata dedica questo sarcofago al compianto lacopo Fortunato, forse uno dei Sanseverino, già si gnori del paese dal XV secolo.

Fin dal 1133, Noja è soltanto un piccolo feudo della contea di Chiaromonte e tale rimane anche sotto il governo dei Sanseverino. Un esponente di questo casato, il conte Vencislao, sull’esempio dei predecessori, non dedica ad esso alcuna attenzione. Ciò è motivo dell’odio nutrito dalla popolazione nei con fronti del signore.

Quando questi nel 1404 ordisce una rivolta contro Ladislao, re di Napoli (1386-1414), il popolo si astiene dal parteciparvi.