Montemilone

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Altitudine 320 m
Abitanti 2667
Distanza dal Capoluogo 95 km.

II toponimo, apparso già nel Catalogo dei Baroni del XII secolo, è composto da Monte e il nome di persona latino Milo-onis. Racioppi parla, invece, di Monte-Melune, nome presente in diploma greco del 983 (1889, 57)

Leggenda di fondazione

II primo insediamento potrebbe essere stato la città di Milonia, leggendario pae se fondato dall’atleta greco Milone di Crotone.

Origine attestata

Dodici monete romane e alcune lastre tombali appartenenti alle sepolture di schiavi e liberti, risalenti al II secolo d.C. (Aliberti 1883, 37).

“In tutti i sabati dell’anno si corre a folla a visitarla, si fanno celebrare due Messe, e si cantano replicate volte le Litanie di Maria SS. Nella Domenica in albis poi, si celebra ogni anno la festività della Vergine sotto l’indicato titolo, e non vi è fra gli abitanti di Montemilone, a contare dal curvo vecchio fino al fanciullo, chi non si rechi in quella Chiesa” (Aliberti 1883, 246). La radicata devozione qui descritta ha un solo referente: S. Maria della Gloriosa detta Madonna del Bosco, patrona di Montemilone.

Al di là di una leggenda di fondazione stereotipata, i documenti danno, ovviamente, una versione diversa. La costruzione del santuario dura otto anni, dal 1189 al 1197. Probabilmente il progetto è dell’architetto Sàrolo da Muro già presente in altri paesi della provincia con sue opere.

La chiesa è in stile bizantino commisto al romanico. Ha un portale in pietra e un rosone ottagonale. L’interno, a tre navate, è ricco di affreschi con echi bizantini, che subiscono la triste sorte di essere prima coperti da calce nel 1361 e poi cancellati nel 1955 da cosiddetti restauratori.

Non meno sfortunata è stata la fabbrica della Chiesa Madre, per aver subito gra vi danni nei due terremoti del 1851 e del 1857. Il suo interno custodisce affreschi raffiguranti la SS. Trinità, S. Antonio, S. Stefano, la Vergine, eseguiti dal napoletano Domenico lennino (1942-46).