Chiese Rupestri Matera

Le chiese rupestri più celebri e belle sono quelle di San Giovanni in Monterrone, di Santa Lucia alle Malve, della Madonna dell’Idrìs, di Sant’Antonio Abate, della Madonna delle Virtù, di San Nicola dei Greci.

Cose da fare nel Parco:
* Itìnerari nel Parco con guide abilitate.
* Passeggiate naturalistiche, durante la primavera, tra le mille fioriture.
* Foto Naturalistica tra paesaggi, dirupi e chiese rupestri.
* Bird-watehing alla ricerca dì rapaci ed uccelli.
* Mountainbike tra gli stretti sentieri che collegano le antiche masserie con i casali rupestri.
* Parcomurgia Festival, una manifestazione tra escursioni, concerti, degustazioni alla scoperta del patrimonio storico-naturalistico.

Chiese rupestri Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci
(sec. X-XI)
La chiesa di Madonna delle Virtù, interamente scavata, presenta una pianta basilicale a tre navate. La sovrastante chiesa di San Nicola dei Greci, in parte crollata, è impreziosita da pregevoli affreschi databili dal XII al XVI secolo. All’interno e negli spazi antistanti sono visibili numerose tombe di tipo barbarico. Le due chiese facevano parte di un antico cenobio, dove nel 1213 si attesta la presenza di monaci Benedettini e intorno al 1230 delle monache agosti-niane di Accon.
Dal 1987 il complesso rupestre ospita nel periodo estivo importanti mostre di scultura contemporanea.

Cripta del Peccato Originale
sec. VIII – IX)
È una caverna naturale che si apre sulla profonda incisione carsica del torrente Gravina di Picciano in località Pietrapenta ci Matera. Grazie ad un restauro esemplare oggi gli affreschi dei ‘Cento Santi’ della cripta sono tornati a vivere nella toro originaria dimensione. Dal 2006 è possibile ammirare questo capolavoro dell’arte rupestre materana-previa prenotazione della visita.

Chiesa rupestre di Santa Lucia delle Malve
(sec. VIII-IX)
La chiesa faceva parte di una laura di antiche monache benedettine.
È composta da tre navate molto ampie con volta pianeggiante ritmata da cinque piccole cupole- Di grande valore storico e artistico sono le testimonianze pittori-che contenute all’interno, Sul piano sovrastante la chiesa vi è una necropoli di tombe scavate nella roccia, databili dal VI sec. A.C. al XII d.C.

Convicinio di Sant’Antonio
(sec. XII-XIII)
È un complesso di quattro chiese rupestre contigue e comunicanti, sorte tra il XII e il XIII secolo e trasformate in cantine nel XVII secolo. Un elegante portale in pietra, sormontato da un arco ogivale con decorazione trilobata, introduce alla corte su cui affacciano tutti gli ambienti. La prima chiesa che si incontra è quella di San Primo (prima denominata Tempe Cadute), caratterizzata da un soffitto a tenda con nervatura centrale. L’attigua chiesa di S. Maria Annunziata (in principio S. Eligìo) presenta due presbiteri divisi da un diaframma di roccia.

Poche tracce rimangono della struttura originaria e del corredo pittorico. La chiesa di San Donato, ritmata da due grossi pilastri, ha volta a crociera nella navata sinistra e soffitti a tenda nelle altre due. Conserva brani affrescati e una grande croce gigliata scolpita a rilievo sul presbiterio centrale. La chiesa di Sant’Antonio Abate è preceduta da un piccolo pronao, ha pianta rettangolare ed è articolata in tre navate scandite da quattro colonne. Gli affreschi raffigurano S. Sebastiano, S. Antonio e la Madonna di Picciano che assiste i lavori campestri.

La Cattedrale
La Cattedrale di Matera sorge sulla Città, nel punto più alto che domina e divide in due i Sassi.
L’esterno è in stile romanico-pugliese. L’interno, a croce latina con tre navate, ha subito notevoli rimaneggiamenti in stile
barocco. Particolare attenzione meritano il coro ligneo, risalente alla metà del 1400 e la cappella laterale che accoglie il presepe
in pietra policroma opera di Altobello Persie (1534).Attualmente chiusa per restauro

Chiesa di San Giovanni Battista
Antica chiesa di Santa Maria delle Nove ai Foggiali, fu costruita nel 1233 per le monache dell’Ordine agostiniano di Santa Maria d’Accon. È uno dei più interessanti esempi dello stile romanico pugliese. L’accesso attuale avviene dalla facciata laterale, in quanto la principale fu inglobata nel 1610 nel fiancheggiante ex convento, negli anni trasformato prima in ospedale, poi in carcere e ora sede della Croce Rossa Italiana. L’esterno si caratterizza per il portale, finemente lavorato, coronato da un’edicola con la statua di San Giovanni.

L’interno ha schema planimetrico rettangolare a tre navate. Otto pilastri, con addossate semicolonne terminanti con capitelli ornati da foglie di acanto e figure allegoriche, sorreggono le arcate che formano le volte a crociera delle campate.

A partire dalla fine del XVII secolo Matera comincia ad espandersi in modo massiccio verso la pianura, superando nettamente l’antico fossato. La spinta politico-economica di questa trasformazione è un evento che assumerà grande importanza nella storia della città: l’elevazione nel 1663 a sede della Regia Udienza di Basilicata.

Diventa così necessaria la creazione di strutture per svolgere le nuove funzioni amministrative e vengono realizzati edifici pubblici, in modo particolare di committenza ecclesiastica, che accentuano sempre più la separazione dei due ambiti urbani.
A testimoniare il fervore di iniziative di questo particolare momento storico, sono le costruzioni del Piano, nuovo fondale dei Sassi .

Palazzo Lanfranchi (1668-72), costruito su disegno del frate Francesco da Copertino nasce come sede del Seminario diocesano per volontà del vescovo Vincenzo Lanfranchi. La facciata ingloba la preesistente Chiesa del Carmine (1608-10). Trasformato successivamente come sede del Liceo Classico (vi insegnò Giovanni Pascoli) e poi del Convitto Nazionale, attualmente ospita il Museo Nazionale di arte medievale e moderna della Basilicata e una raccolta di opere di Carlo Levi, tra cui il celebre murale “Lucania 61″. Tra le numerose espressioni dell’epoca barocca si segnalano il convento di Santa Chiara (oggi museo Ridola), la chiesa del Purgatorio e la monumentale facciata di San Francesco d’Assisi (originaria del 1230).