Policoro

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Policoro sorge sulle rovine dell’antica Eraclea, colonia della Magna Grecia dedicata a Èrcole, colonie greche i cui importanti reperti sono custoditi nel Museo Nazionale della Sirìtide, che si trova vicino al castello che domina il paese. Le antiche origini della città sono testimoniate dalle raccolte archeologiche.

Il centro attuale nacque come insediamento rurale promosso dalla Riforma Fondiaria del 1953 e venne dichiarato città nel 1988. Oggi, dove erano pantani e boschi, dove venivano cacciati volatili e cinghiali, sorgono aranceti, frutteti ed è fiorente la coltivazione in serra.

 

Diventa Comune autonomo nel 1959 rappresentando la chiave di volta per l’abitato. Anche per quanto riguarda la valorizzazione delle testimonianze del passato, note già ai viaggiatori del Grand Tour ma indagate scientificamente solo a partire dagli anni ’60 del XX secolo.

A sud-ovest del Paese si stende la Riserva naturale Bosco Pantano di Policoro, relitto di un magnifico bosco di latifoglie che fino alla riforma agraria si stendeva su oltre 1600 ettari; la ‘fame’ di terreni coltivabili l’ha ridotto a poco più di 500 ettari, ma non è riuscita a compromettere del tutto la vegetazione, che annovera la presenza di essenze molto rare per il tipo di clima caldo e secco del luogo; frassini, ontani, salici, olmi e querce sono il regno di cinghiali, caprioli, martore e lontre.

Museo Archeologico di Policoro
La prima sala è dedicata alla presentazione del territorio e alle fasi preistoriche. Sono stati messi in evidenza aspetti del Neolitico e dell’età del Bronzo, in particolare i ritrovamenti di contrada Termitito con le ceramiche di tipo miceneo che spiegano i rapporti fra la Grecia e le colonie dell’arco jonico.

Nella seconda è esposta suppellettile riferibile a (Siris); nella terza le attività artigianali di (Heraclea), con i tesoretti di monete e di gioielli; la quarta è riservata alla documentazione del santuario di Demetra, che è rappresentata con la fiaccola e un maialetto in braccio; la quinta e la sesta sono dedicate alle necropoli di (Heraclea); la settima e l’ottava mostrano le ricchissime tombe enotrie di Anglona, Chiaromonte, Aliano, Roccanova, Armento e altre località del val d’Agri; la nona riunisce i materiali medievali provenienti dalla zona del Castello di Policoro.