Lauria

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Altitudine 430 m.
Abitanti 13960
Distanza dal Capoluogo 142 km.

II nome del paese viene dal greco-bizantino Laura, definizione dell’insieme di celle in cui i monaci vivevano separatamente attorno ad una chiesa.

Leggenda di fondazione

Si vorrebbe la località nata nel sito di un’antica Alci o Ulci,di Volceio, di Lagaria, nel territorio della Siritide. Altri narrano che il primitivo nucleo urbano sorge intorno al 400 a.C. ad opera di una colonia di gente cretese che, sbarcata sulle coste del Tirreno e attratta dall’amenità del luogo, si ferma a Piano dei Peri, nei pressi di Trecchina, dove fonda una città, Mae (dell’arcobaleno). Successivamente il rappresentante del Senato romano Caio Emilio la chiama Uria,città aurea.

Origine attestata

Nell’871 presso Lauria  esiste già la laura di S. Maria della Vite, allestita da una co munità monastica greco-bizantina.

All’inizio del XIX secolo, Lauria svolge una notevole attività sovversiva contro l’autorità regnante. Dopo i brevi moti insurrezionali del 1799, in cui viene innalzato l’albero della libertà, il paese, per subitaneo ripensamento, all’avanzata del cardinale Ruffo ridiventa borbonica. Nel 1806, il centro viene occupato dai soldati napoleonici. Ben presto questi si lasciano prendere la mano da com­portamenti eccessivi e da rappresaglie contro la popolazione. Scoppia la rivolta dei laurìoti filoborbonici, accompagnata da altre sommosse esplose in alcuni paesi del circondario.

Il generale Massena, inviato da Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, a sedare tali insurrezioni, agisce con durezza mettendo, l’8 agosto 1806, a ferro e fuoco Lauria, che oppone una accanita resistenza. L’eccidio è accompagnato dal saccheggio. Sono numerose le case incendiate, tra cui l’archivio comunale, il monastero dei frati Minori Osservanti e la chiesa di S. Nicola di Bari. Ben oltre mille abitanti perdono la vita nella repressione. Solo con l’intervento del vescovo di Policastro, monsignore Ludovici, terminano le devastazioni e le violenze. Rimangono molti ruderi.

Da questo momento in poi Lauria è tenuta sotto controllo da ben seicento soldati che, stabilendosi in loco per molto tempo, finiscono anch’essi con esagerare nelle misure repressive. Ciò, ma soprattutto frange delle sopravvissute bande sanfediste del ’99, determina un brigantaggio locale. Tra il 1808 e il 1810 i bri ganti si rendono artefici di numerose incursioni nei confronti sia delle trup pe francesi, sia di quelle frange di popolazione filofrancese. Con l’invio del generale Manhes, da parte di Murat, i briganti perdono la loro forza dirompente e la situazione torna alla normalità.

La città si è, dunque, sempre distinta per la forza e la vitalità dei suoi abitanti. Un personaggio molto importante per i suoi alti meriti militari è l’ammiraglio Ruggero di Lauria (1245-1304), suo primo feudatario nel XIII secolo, vincitore di tante battaglie contro Provenzali, Francesi e Pugliesi in favore dei D’Aragona contro gli Angioini. A lui succe dono, nel feudo, i baroni Carlo e Ruggiero Berengario; i conti Sanseverino, dal 1386 al 1556, seguiti, fino alla fine del XVII secolo, dai baroni Exarques.

Dopo un breve periodo nel demanio regio, la duchessa Porzia di Castromediano e la famiglia Ulloa ne reggono le sorti fino al 1806. Questi i signori del feudo. Un signore dello spirito è il lauriota Lorenzo Brancati (1612-1681), divenuto cardinale e famoso, ai suoi tempi, per grande dot trina. Ha scritto numerosi libri di teologia e di apologetica.