Laurenzana

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Altitudine 850 m.
Abitanti 2520
Distanza dal Capoluogo 43 km.

Da una formazione prediale dall’antroponimo latino Laurentius, con il suffis so femminile -ano (Flechia 1874, 32).

Leggenda di fondazione

Si presume che il primo nucleo abitativo sia stato costruito dai Sanniti, uno dei ceppi delle antiche popolazioni lucane.

Origine attestata

Le origini vengono fatte risalire al XII secolo, quando i Normanni si insedia no in questo luogo, ritenuto utile per la sua posizione strategica. Laurenzana: terra di grande spirito religioso. Il paese è noto per aver dato i na tali al Beato Egidio (1433-1518), un frate inizialmente eremita e quindi fran cescano, venerato per la sua povertà, semplicità, e amore contemplativo per la natura.

Egli dimora nel convento di S. Maria della Neve. Eretto nel 1511 a spese dei cittadini per i frati Osservanti, l’insediamento francescano diventa presto un punto di riferimento di spiritualità per la gente del luogo. Nel 1592 la comunità originaria è sostituita dai Francescani Riformati. Un’altra figura notevole è il Beato Bonaventura, che ha un ruolo importante nel processo di discussione seguito alla riforma francescana del 1532. Egli, nella sua Cronaca della Riforma in Basilicata, esprime dei giudizi importanti sulla vita religiosa nella re gione del suo tempo.

I napoleonidi nel 1807 sopprimono il convento e lo tra sformano in cimitero. Testimonianza importante della permanenza dei fratiè una serie di affreschi, alle pareti del chiostro. Tale serie si divide in tre cicli. Il più antico, risalente probabilmente al primo insediamento francescano, raffigura alcune scene del la Natività di Gesù. Il secondo si incentra intorno a quattroepisodi della vita di S. Francesco. Infine il terzo è quello egidiano, relativo ad alcuni episodi della vita del Beato Egidio.

Gli ultimi due cicli risalgono, probabilmente, alla fine del Seicento  inizio Settecento. In paese la Chiesa Madre dell’Assunta è edificata nel 1214, restaurata in epo ca barocca, ampliata più volte (1583; 1780), danneggiata dal terremoto del 1980, riaperta al culto nel 1997.

Degni di rilievo sono il portale del 1780 e l’elegante gradinata che, con due rampe leggermente separate e divaricate da un ovale, raccorda l’ampio sagrato, un belvedere sulla valle, e le vie del borgo medievale. L’interno è impreziosito da un altare in marmi policromi del tardo Cinquecento e dallo “Scarabattolo”, urna in noce intagliata dal maestro locale Egidio Motta, contenente la bellissima statua della Madonna Addolorata.