La montagna potentina

A pochi chilometri da Potenza si possono effettuare diversi itinerari attraverso monti ricoperti di fitti boschi e suggestivi panorami:le strade , talvolta piuttosto tortuose, consentono inoltre la visita di incantevoli centri abitati.

La meta più vicina è rappresentata dal lago Pantano, una riserva naturalecon un’interessante avifauna nei pressi di Pignola. Gli amanti  dello sci avranno la possibilità di dedicarsi allo sport su La Sellata, un passo alto 1255 metri sul livello di mare, dotato di rifugio e impianti sciistici. Procedendo verso sud si incontrano quindi due graziosi borghi: Abriola e Calvello, ilprimo dal tipico tessuto urbano d’impronta saracena, il secondo che vanta Santa Maria Del Piano, una bella chiesa romanica del XII secolo.

Anche Laurenzana, caratteristico paese a strapiombo sulla rupe, con interessanti edifici religiosi e resti della fortificazione normanna, è un’ottima base di partenza per escursioni naturalistiche, particolarmente piacevoli nei mesi autunnali. Nella vicina Abetina si sviluppa infatti una Riserva naturale di 800 ettari conmoltissimi esemplari del raro e maestoso abete bianco. Seguendo dal capoluogo verso ovest, lungo la N.94, ci si inoltra invece tra gli scenari del MarmoPlatano.

La prima tappa è il bel centro di Picerno, la patria dei salumi, dalla caratteristica forma distesa sulla dorsale di un colle, su cui svettano lasettecentesca chiesa di San Nicola, ricostruita sull’antico castello, e una massiccia torre quattrocentesca; il centro storico conserva stradine contortericche di bei portali. Altra località molto interessante è Muro Lucano, in posizione dominante e scoscesa, sormontata dalla massiccia mole del Castello, anteriore all’età normanna, ma molto colpito dal sisma del 1980: la leggenda vuole che vi venisse uccisa Giovanna I d’Angiò, regina di Napoli, per ordinedi Carlo III di Durazzo.

Altro monumento di pregio è la Cattedrale, fondata intorno all’anno Mille o forse ancora prima, ormai modificata per la trasformazioni subite nei secoli. Non lontano meritano una visita le due grotte dette i vucculi, le più belle della Basilicata, ricche di concrezioni calcaree. Un’altra possibilità e quella di andare verso sud, seguendo il tracciato della romana via Popilia, su cui si intraprese ai primi del XIX secolo la costruzionedella “strada delle Calabrie”, unica arteria di collegamento con la regione fin quasi alla metà del Novecento, quando vennero aperte le strade costiere.

Ripercorrerla, almeno in parte, equivale ad attraversare i suggestivi paesaggi bagnati dal fiume Melandro e visitare borghi come Tito e Brienza o a fareuna piacevole deviazione in direzione di Marsico Nuovo, Marsicovetere e Tramutola, ormai nella valle dell’Agri, che hanno conservato bei centri storici.

Brienza, in particolare, è un borgo medievale praticamente intatto, con i resti di un castello angioino (in gran parte ricostruito nel 1571) che domina unripido burrone e l’abitato sottostante. Sia le chiese di Santa Maria Assunta e dell’Annunziata, nel centro storico, sia quella della Madonna degli Angeli,appena fuori dall’abitato, conservano qualche bella testimonianza artistica (nell’ultima è conservato un ciclo affrescato dal Pietrafesa).

A 6.5 km è Sasso di Castalda, antico centro normanno dalle caratteristiche architetture in pietra.