Grumento Nova

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Altitudine 771 m.
Abitanti 1920
Distanza dal Capoluogo 87 km.

Grumento Nova è il nome dato al Comune di Saponara, nel 1932, sotto il regime fascista. Grumentum, l’antica colonia romana a è otto chilometri più a sud. Il toponimo è da paragonare, per l’origine, con l’antico Grumum dell’Apulia (Grumo Appula), derivato da una voce affine al latino grumus, mucchio. Saponara, invece, per gli eruditi del XVI secolo, è un’ara dedicata alla dea Sapona che studiosi del XVIII secolo interpretano per un dio Serapide, erma­frodito. Il nome, tuttavia, trae origine dal latino sapo, -onis (argilla simile al sapone).

Leggenda di fondazione

Secondo alcuni scrittori locali, il paese sarebbe sorto nel 954, ad opera del l’arciprete Donato Leopardo.

Origine attestata

L’antico insediamento romano di Grumentum sorge nella prima metà del III secolo a.C., mentre Saponara viene fondata nel 964, dopo la terza invasione saracena, quando il conte Landolfo sviluppa l’antico borgo di Sapona, al cen tro del quale già dal IV secolo è edificato il tempio dedicato a Serapide.

La storia di Grumentum, Saponara, Grumento Nova va considerata unica per la sua continuità temporale. I Saraceni raggiungono ed assaltano Grumentum nell’872, ma la città risulta ancora in piedi nell’896, anno della loro seconda scorreria, nella quale si accentua la dispersione dei suoi abitanti. La terza devastazione saracena è del 964, l’ultima del 1031, anno in cui radono al suolo la colonia romana, comprese le chiese cristiane e la sinagoga. Grumentum accoglie, infatti, sin dall’ultimo periodo imperiale, colonie di Ebrei, come testimonia la denominazione topografica di Giudeca su una cor niola rinvenuta presso le rovine dell’antica colonia. Con la distruzione del paese essi lasciano la zona.

In precedenza, nel periodo compreso tra la fine della guerra sociale (89 a.C.) e la metà del I secolo a.C., lo stesso Comune viene dichiarato colonia romana. Tale privilegio gli deriva dalla sua posizione strategica: di qui si possono, in­fatti, controllare gli spostamenti militari sia in senso nord-sud che est-ovest. È nucleo di congiungimento della via che da Venusia va ad Herculia, ed è una diramazione della via Popilia. Con la guerra sociale, la città viene a trovarsi come un’isola militare romana in territorio nemico. Subisce assedi, conquiste e devastazioni da parte delle popolazioni italiche, che la fiaccano vistosamente.

Nel II secolo d.C. costituisce una delle città più importanti della Lucania e verso la fine dell’impero romano mantiene inalterata la sua importanza accogliendo l’imperatore Massimiliano Erculeo, dopo la sua abdicazione, e dando i natali a Livio Severo, acclamato imperatore a Ravenna nel 461. 312 d.C.: non un imperatore, ma un primo martire cristiano entra nella storia di questo paese, Laviero.
Egli è il primo a parlare di Cristo ai grumentini. Tra ce della diffusione del protocristianesimo sono riscontrabili nella diruta chiesa di S. Laviero, edificata poco dopo il 326 sul luogo del martirio, ed inoltre nei ruderi della chiesa di S. Maria, risalente al 350-355.

A seguito delle invasioni gotiche, gli abitanti della colonia romana cominciano a decentrarsi, sparpagliandosi sull’intero territorio della val d’Agri. Con l’arrivo dei Longobardi, Grumentum è al centro di una complessa modi­ficazione territoriale a causa delle pressioni di Bizantini e Saraceni. Proprio le invasioni di questi ultimi provocano un’ulteriore dispersione sul territorio della popolazione grumentina, la quale si rifugia, definitivamente, nel borgo di Saponara, dove edifica nuove abitazioni. Si è tra il 1030 ed il 1040. La storia di Grumento, prima, e Saponara, poi, è importante anche per la sua chiesa.

Papa Damaso (366-384) istituisce nel paese una sede vescovile. Sempronio Atone ne è il primo presule. Più tardi, tra il 950 ed il 960, Luca da Armento, monaco di rito greco-bizantino, risale la vai d’Agri da Noepoli e riattiva, nei pressi di Grumentum, l’abbandonato convento di S. Giuliano (V secolo), oggi scomparso. Lo fa diventare centro di una numerosa comunità. Essa costruisce la chiesa di S. Maria di Costantinopoli,divenuta, poi, di S. Infantino.

Altre chiese sorgono nel paese: S. Rocco; Madonna del Cannine; S. Caterina e Madonna della Clemenza,originariamente S. Maria di Loreto. Si hanno poile cappelle di S. Maria Materdomini; S. Giuseppe, oggi cappella Giliberti; SS. Rosario (con un paliotto del 1658 del barocco napoletano); S. Maria della Pietà e S. Maria della Salute.Extra moenia ci sono due santuari dedicati rispet tivamente alla Madonna del Grumentino o Salus Infimorum (VII secolo) e al la Madonna di Monserrato, edificato nel 1582.

Grumento ha avuto una intensa attività religiosa. Non meno importante è la presenza dei vari signori succedutisi: Roberto D’Altavilla (1055), nipote del Guiscardo; Guglielmo di Montescaglioso (1097), figlio di Umfredo, fratello del Guiscardo; Tommaso, signore di Saponara (1246); Federico II di Svevia e Manfredi, fino al 1266; Ruggiero II; Giliberto di Fasanella (1267); Balduino (1272); Rinaldo D’Herville (1284); Aurelio Del Balzo (1308) e la famiglia Sanseveri no, la cui storia termina con Luigi che muore nel 1888 senza lasciare eredi ma schi. Il Castello Sanseverino, edificato nella seconda metà dell’XI secolo dai conti di Montescaglioso, è oggi diruto. Buona parte, invece, delle antiche mura normanne sono in piedi. Delle sette porte, di cui erano dotate, ne rimane in piedi solo una, porta S. Francesco, dettaFalla porta (la porta che fallì), per ché nel 1391 è attraversata dalle milizie del re di Napoli, Ladislao Durazzo D’An-giò, che espugnano Saponara.

Dell’epoca moderna i due fatti importanti sono: la costruzione del primo edificio scolastico nel 1926; l’illumuiazione con la luce elettrica dell’intero pae se nel 1927.

Dell’antico Grumentum sono visibili resti archeologici molto interessanti: le terme, l’area del foro a pianta quadrata, il capitolium e il teatro d’impianto ti picamente romano, edificio questo meglio conservato. I reperti qui trovati so no custoditi nel Museo archeologico provinciale di Potenza, (e.f.b.)