Olio Biologico

La raccolta vera e propria viene fatta quando le olive sono ad un giusto punto di maturazione, solitamente agli inizi di novembre, e rigorosamente a mano per evitare traumi di caduta o di battitura.

In seguito le olive, attentamente selezionate per garantire la qualità del prodotto finale, il cui peso varia, per ogni pianta spogliata, da un minimo di 20 Kg ad un massimo di 60 Kg, nel giro di 4-8 ore dal raccolto passano nell’universo del frantoio a ciclo continuo a tre fasi.

Ed è proprio qui che inizia il vero processo di trasformazione. Le olive vengono molite, attraverso la spremitura a freddo ad una temperatura non superiore ai 27° C, e diventano semplicemente olio extravergine, ricco di polifenoli, potenti e importanti antiossidanti, con un livello di acidità dello 0,15%, non filtrato, di un colore giallo espressivo, fruttato, dalle sensazioni di erbaceo, dal gusto dolce e dalla soffusa densità, ideale per condire insalate e caratterizzare piatti freddi”.

Dopo questa fase, l’olio estratto, però, non si posa qui. Subito, viene travasato e lasciato riposare in grossi contenitori di acciaio inox ad una temperatura di 14° C, posti in locali poco illuminati. Ed, infine, fatto scivolare in bottiglie verde scuro da 500 ml e 750 ml con tappo in metallo a vite e salvagocce in plastica o in lattine da 5 It. ed etichettato come “Olio extravergine d’Oliva da Agricoltura Biologica“, con tanto di data di produzione e di scadenza, da consumare preferibilmente entro i 18 mesi dal suo confezionamento e da conservare in un luogo fresco e asciutto, non esposto alla luce.

Perché un olio possa essere definito biologico bisogna osservare criteri precisi. In primis l’utilizzo nel periodo della coltivazione, non di fertilizzanti chimici e pesticidi contro la cosiddetta mosca dell’ulivo, ma di concime di derivazione naturale, che, nel caso specifico, è il letame di pecora.

In secondo luogo, e di fondamentale importanza, l’assoggettamento al regime di controllo, che interessa tutte le fasi, dalla coltivazione degli ulivi fino all’imbottigliamento e all’etichettatura dell’olio, da parte di un organismo esterno autorizzato dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali, mediante l’invio di un apposito modulo (detto notifica) alla Regione e all’organismo prescelto.