Gastronomia

La Basilicata si candida a costituire in Europa una vera e propria isola di sapori autentici e di tradizioni gastronomiche. Ha saputo conservare metodi di coltivazione biologici, pascoli incontaminati, boschi ricchi di vegetazione, acque pure, mandrie di bovini e ovini che si nutrono di erbe naturali ha contribuito a costituire un ricco patrimonio enogastronomico, che l’uomo lucano ha saputo salvaguardare.

Sapori forti e, talora, delicati con una ricca possibilità di scelta, questo offre la gastronomia della Basilicata, nella quale dominano i primi piatti, le verdure, le uova, le carni di agnello e di maiale.
Esigue sono le pietanze a base di pesce, dato il carattere prevalentemente contadino della regione.

La più antica testimonianza sulla cucina della Basilicata si deve a Varrone, erudito romano che, parlando delle salsicce, scrive: «Chiamano lucanica una carne tritata, insaccata in un budello, perché i nostri soldati hanno appreso il modo di prepararla dai lucani».

Apicio, poi, nel suo celebre libro De re coquinaria, ne fornisce la ricetta. Lucanica o luganega è da allora sinonimo di salsiccia.
Oltre ciò, in Basilicata ogni ricorrenza festiva ha i suoi cibi e malgrado le inevitabili e non deprecabili innovazioni la cucina è ancora legata alle stagioni e ai prodotti propri dei diversi periodi dell’anno.

Ecco perché non è difficile gustare nei ristoranti, nelle trattorie, nelle osterie e nelle aziende agrituristiche della Basilicata caciocavalli di mucca podolica, salumi di maiali nutriti con ghiande, formaggi impreziositi con spezie profumate provenienti dagli altopiani, carni genuine sapientemente trasformate in piatti d’alta qualità.

La conservazione e coltivazione dei prodotti autoctoni ha permesso l’istituzione di varie IGP (Indicazione Geografica Protetta), e IGT (Indicazione Geografica Tipica).