Francavilla in Sinni

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Altitudine 421 m.
Abitanti 4000
Distanza dal Capoluogo 191 km.

II toponimo indica un paese franco da obblighi feudali e fiscali. La specifica zona allude al fiume Sinni.

Origine attestata

Menzionata per la prima volta in un documento del 1151, col quale re Ruggero conferma all’abate di Banzi i diritti su alcuni feudi tra i quali Francavilla in Sinni. In passato, secondo quanto narra Strabene, Siris – il Sinni – (amnis navigabilis), è navigabile. E la sua portata non dimi nuisce in epoca feudale, tanto che Federico II concede ai frati del monastero di Carbone il privilegio di gestire il traghettamento del fiume mediante una zattera (Francavilla 1980, 24).

Tra il patrimonio artistico c’è un dipinto murale raffigurante la Madonna che compare tra i ruderi del convento di Ventrile. Questo convento era in qualche modo riparato e per questo eletto a dimora dei monaci più anziani durante l’in verno. La zona è caratterizzata dalla rigidità del clima in quanto fa parte del l’area del Pollino. È in quest’area che si trovano “Pietra Sasso” e “Timpa del le Murge”, rocce magmatiche. Vi sono però anche boschi che contribuiscono notevolmente all’economia del paese.

In essi trovano rifugio anche i briganti dopo il 1860. Tra essi l’autoctono Giu seppe Antonio Franco, ex soldato borbonico, si distingue per ferocia. Dopo an ni di delinquenza egli spera di trovare salvezza in America cercando di emi­grare con la donna amata, la brigantessa Teresa Ciminelli. Ma cade vittima di un’imboscata. Diverso è il destino di molti francavillesi onesti: emigrano e spesso fanno for tuna nel nuovo mondo. Non tutti partono però. Molti restano per lavorare nel le aziende che lentamente iniziano a fiorire, e si dedicano alla produzione del materiale edilizio, dell’ alluminio, della ceramica e del ferro battuto. Ma ora tutto è cambiato.