Castelluccio Inferiore

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Altitudine: 459 m.
Abitanti: 2550
Distanza dal Capoluogo: 157 km.

II toponimo è un diminutivo del latino castellani, a sua volta derivato da castrum, col senso di piccolo agglomerato fortificato.

Origine attestata

II centro è menzionato, per la prima volta, in un documento del 1089. In esso si afferma che, nell’assise tenuta da Ruggero di Sicilia, alcuni baroni, vescovi e abati giurano fedeltà al re in presenza del vescovo di Cassano. Questi ha giu­risdizione anche su C.I. e Castelluccio Superiore.

Un antico canto popolare cita due delle principali attività del paese: la tessitura e la macina del grano. Vi sono infatti laboratori di sartoria e il mulino macina il grano proveniente anche da altri paesi. Vi sono poi i maestri “barilai” e le piccole botteghe di falegnami.

Ciò è dovuto anche all’abbondanza di sorgenti e torrenti e talericchezza d’acqua da la possibilità di esercitare un altro mestiere che richiede molta acqua: il lavoro alla gualchiera. Qui si “battono mediocremente i panni”, come dice l’inchiesta murattiana, tuttavia “qui vengono a rifornirsi assai paesi” (Pedìo 1964, 86).

In tempi più antichi nel sito si fa la cottura di tegole a dente e di vasellame. Sono manufatti realizzati in una fornace presso una villa romana poco distante dal paese, rinvenuta nel 1983. C’è chi azzarda l’ipotesi che questa villa sia un relitto della Tebe Lucana, paese appartenente ad epoca remota. In tale presenza non vi è da scorgere alcuna relazione di continuità col nuovo paese. Questo diventa Comune autonomo nel 1813. In precedenza è prima casale e poi fra zione di Castelluccio Superiore. Pertanto la storia dei due centri vicini si in terseca e diventa quasi unisona.

Ad entrambi comuni sono i feudatari che costruiscono il loro palazzo nel centro del paese, dalla struttura urbanistica medievale. La tranquillità del luogo attira i padri Francescani Osservanti che nel 1573 edificano il convento di S.Antonio, soppresso con l’unità d’Italia.

Tracce della cultura bizantina, tipiche dell’area del Pollino, sono date dalla presenza della Chiesa Madrededicata a S. Nicola di Bari (1600), ampliata su una precedente chiesa dell’XI secolo. Il suo interno è rifatto in stile barocco e custodisce le tele Madonna del Rosario di Filippo Vitale (XVI secolo) e Ultima cena (1607), di G. De Luca,una croce argentea (1707) e il reliquiario di S. Nicola.

La fede religiosa si coniuga con lo spirito di intraprendenza: con gli antichi mestieri artigianali si sviluppa la dinamica commerciale delle fiere. Se ne ten gono tre durante l’anno. Per secoli la più importante è stata quella del bestia me in località Madonna della Neve, non lontano dal paese. La fiera, si sa, è anche un’occasione per stare insieme. Ma a Castelluccio Inferiore viene creato un ulteriore momento speciale d’incontro, la sagra dei rascatiddi (fusilli)Si tiene il 14 agosto e ripropone la memoria storica dell’antica “maccheronia” di cui era dotato il paese e presso la quale venivano in passato a rifornirsi gli abitan ti dei paesi vicini. La bontà della pasta era data non soltanto dal fior di farina che usciva dal mulino locale, ma anche dalla bontà dell’acqua utilizzata. [m.t.]