TripAdvisor, è in reale pericolo di diventare una vittima del suo stesso successo.
Con circa 25 milioni di utenti, ogni mese, esercita un potere enorme e il settore alberghiero lo sa.
Molti all’interno del settore stanno facendo tutto il possibile per manipolare le sue recensioni anonime.
E chi può biasimarli? Una serie di cattive recensioni di TripAdvisor può rovinare il business di un hotel.
Non stupisce quindi che gli albergatori europei stanno cercando di convincere la Commissione europea a rivedere le norme che disciplinano recensioni dei siti web al fine di garantire che essi sono stati inseriti effettivamente dai clienti che hanno prenotato.
Un rapporto dal sito di viaggi, Travolution, questo mese, ha confermato che gli albergatori sono stati contattati da aziende che pubblicano recensioni positive su siti web in cambio di un canone mensile. La relazione sostiene che tali società possono evitare le misure di protezione che i siti web hanno messo in atto, inviando le recensioni da diverse località in tutto il mondo. La relazione ha anche affermato che un hotel ha ricevuto una serie di giudizi prima ancora di aprire.
TripAdvisor dice che tutte le recensioni passano attraverso un processo di screening prima della pubblicazione, aggiungendo che ha installato una tecnologia volte a individuare coloro che cercano di aggirare questo processo, oltre a ricevere relazioni periodiche da parte della comunità TripAdvisor avvisa eventuali attività sospette.
Albergatori diteci la vostra esperienza su Tripadisor.
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Sono chiari a tutti i numeri del BTO tenutosi a Firenze per parlare di innovazione nel settore del travel 2.0 che sembra non risentire l’ effetto della crisi globale. Infatti in Europa nel 2009, c’e’ stata una perdita di ben 6,2 punti percentuali del canale tradizionale, a differenza dell’online che ha un +11,7. Secondo l’indagine condotta da Eyefortravel, l’Italia è uno dei paesi che sta sfrutta meno il successo dell’ online, con una percentuale bassa (5,4% del mercato online europeo) e lontana dal 29,6% della Gran Bretagna, dal 18,2% della Germania e dal 14,4% della Francia. All’evento ci sono stati oltre 2.800 presenze con 50 relatori fra i più importanti del settore
