Il business travel

Posted 01 mar 2010 — by Francesco
Category News

Il cliente azienda cerca l’economicità, chi viaggia vuole sopratutto comfort: l’hotel deve soddisfare entrambi.

Austerità: è la parola che meglio di tutte sintetizza la piega presa dai viaggi d’affari nell’ultimo anno. Le aziende hanno modificato in modo significativo le proprie abitudini di viaggio, riducendo il numero delle trasferte, durata e budget di spesa.

L’attenzione al prezzo si è fatta sempre più marcata e di frequente si è passati dai 4 stelle ai 3 stelle. “Zero sprechi” sembra essere il nuovo motto dei travel manager, che tuttavia – stando alla recente ricerca “Room for Savings: Optimizing Hotel Spend” del Cwt Travel Management Institute -, hanno ancora davanti a sè la possibilità di risparmiare il 21% della spesa alberghiera complessiva.

Non tutto, naturalmente, a spese degli albergatori:  la negoziazione tariffaria, secondo gli esperti di Cwt, potrebbe far risparmiare al massimo il 6%, cui si aggiunge un 3% dato dal passaggio dai 4 ai 3 stelle.

Lo studio, indagando a fondo sulle scelte dei travel manager e sulle preferenze dei viaggiatori d’affari, offre interessanti spunti di riflessione per i gestori di hotel che vogliono  incrementare il target dei business traveller. Il primo elemento di cui tener conto  è che la domanda va gestita a due livelli: un primo livello, quello della negoziazione, la cui decisione fa capo al travel manager (o, nelle aziende che ne sono sprovviste, al direttore del personale o dell’ufficio acquisti.

E un secondo livello, quello della prenotazione e dell’utilizzo del servizio, dove il protagonista è il viaggiatore d’affari. Travel manager e viaggiatori d’affari sono quindi entrambi clienti, da gestire con attenzione alle loro specifiche esigenze. I primi, infatti, sono focalizzati sugli elementi di carattere economico, mentre i secondi mettono in primo piano il proprio comfort.

Vincenti coerenza e creatività

Nel rapportarsi alle aziende (e alle agenzie che trattano il business travel) gli albergatori non sempre adottano un approccio corretto. Un atteggiamento diffuso è quello di cercare, se possibile, di “saltare” la distribuzione. Un approccio che, nel settore dei viaggi d’affari e non solo, spesso comporta la rinuncia a quella cospicua fetta di mercato fatta di multinazionali, grandi e molte medie aziende, i cui viaggi sono gestiti dalle agenzie specializzate.

Sono quattro i comportamenti degli albergatori che in genere creano difficoltà di relazione con l’azienda (o l’agenzia di viaggi) cliente. Il primo è la trasparenza tariffaria: un fenomeno che riscontriamo di frequente è che, un volta concordata con l’albergo una tariffa, questa all’atto pratico non risulta disponibile, spesso per un mancato o non corretto caricamento nei Crs.

C’è poi la questione delle cosidette tariffe fiere: la date di black out, cioè quelle in cui l’hotel chiede la tariffa piena, spesso sono cosi dilatate da finire per rendere di fatto non fruibile una struttura; oppure succede che le tariffe fiere coprano un numero di giorni ben maggiore di quelli di effettiva durata della manifestazione. Terzo elemento è legato alle cancellazioni: spesso gli alberghi mostrano una rigidità che non tiene conto della opportunità di instaurare una relazione di lungo periodo. Senza contare che ogni irrigidimento rischia di sfociare in un raffreddamento dei rapporti, a maggior ragione in epoche di camere vuote e aziende attente a non sprecare le proprie risorse.

Quali sono le nuove opportunità che possono nascere da un approccio un po’ più creativo: Spesso nella negoziazione  ci si sofferma sul costo della camera. Senza considerare, per esempio, che un cliente in casa è un cliente che consuma. Ma si potrebbe andare oltre: visto che l’obbiettivo dell’azienda è minimizzare il costo complessivo della trasferta e che i clienti ripetitivi spesso sono anche abitudinari, si potrebbero per esempio studiare formule tipo”mezza pensione” che legherebbero il cliente al ristorante, aumentando i ricavi, offrendo un servizio gradito al cliente e garantendo un risparmio all’azienda per conto della quale viaggia.

La centralità della camera

Se la vicinanza dell’hotel al luogo dove si deve recare per lavoro è l’elemento maggiormente apprezzato dal cliente che viaggia per affari, una volta in casa quest’ultimo cerca più la possibilità di lavorare in modo confortevole che servizi accessori quali fitness o altro. Il cliente corporate passa la maggior parte del suo tempo in camera: quindi sono importanti camere spaziose, piani di lavoro comodi e ben illuminati, connessioni Internet, megliose wireless e comprese nella tariffa, prese elettriche internazionali. Negli spazi comuni, cerca per prima cosa un business centre

efficiente. Naturalmente, la diversa durata del soggiorno influisce sull’ordine di importanza delle varie esigenze.

L’importanza della relazione
Un aspetto non sempre tenuto in adeguata considerazione negli hotel che lavorano con i viaggiatori d’affari è quello della relazione: Molti viaggiatori d’affari sono clienti che potenzialmente torneranno nella stessa destinazione. E tutti sono persone che si trovano fuori casa per necessità e non per scelta. Da qui l’importanza di costruire una relazione che si presuppone possa durare nel tempo. Alla fine, il business traveller cerca nell’albergo quella“familiarità” che gli manca: per questo è importante che il personale abbia un atteggiamento assertivo e proattivo, che lo faccia sentire a suo agio.Ci sono poi, come diversi albergatori hanno scoperto, forme di “cortesia” che conquistano i clienti, come concedere gratuitamente le telefonate a numeri fissi o le consumazioni al minibar. Costano poco, piacciono molto.

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Certificazione “CLIMAHOTEL” per strutture rispettose dell’ambiente

Posted 26 feb 2010 — by Francesco
Category News

Risparmiano energia e riservano al turista un contatto vero con il territorio e la cultura locale.
Un hotel inserito nella natura, che non consuma energia, realizzato con materiali non inquinanti: è il modello di Climahotel,un nuovo sigillo di qualità per gli alberghi sostenibili destinato a cambiare il modo di classificare le strutture dell’ospitalità.

Almeno se lo augura chi auspica un turismo più rispettoso dell’ambiente, meno ingordo di energia, meno inquinante e pensato per la riscoperta dei luoghi, delle tradizioni e anche dell’anima. Un obiettivo un po’ troppo pretenzioso, ma le premesse ci sono tutte.

Il ClimaHotel dovrà essere inserito in modo adeguato nell’ambiente naturale e culturale in cui si trova, impiegare materiali costruttivi del luogo, formare il personale secondo criteri di efficienza energetica e di conoscenza della cultura locale. Il tutto per consentire al turista non soltanto di trovarsi in una struttura confortevole ed ecologica, ma anche assolutamente tipica, per avere un’esperienza profonda del territorio che visita.

L’ impatto zero non s’inventa, si crea. Lo insegnano due strutture, una italiana e l’altra austriaca, che grazie a GEOTERMIA e solare, conquistano nuovi target di clienti.
La sostenibilità e il contenimento dell’impatto ambientale sono oggi esigenze molto sentite nel settore alberghiero. In Italia e nel mondo si vanno sempre più diffondendo modelli di eco hotel a basso consumo energetico con elevato comfort per gli ospiti. Per fare le cose per bene bisogna però attenersi con rigore e serietà a un progetto di sostenibilità globale che trasformi l’hotel in una struttura virtuosa sotto il profilo delle emissioni e dei consumi, ma anche dei costi di gestione.

E’ quello che, ad esempio, hanno fatto due strutture modello, una in Italia e l’altra in Austria, che qui trattiamo in profondità con testimonianze e numeri che possono fornire informazioni preziose sopratutto per alberghi indipendenti che vogliono intraprendere il cammino verso la sostenibilità. Il primo esempio è l’Hotel Garni del Sogno di Madonna di Campiglio (Tn), destinazione trentina che può essere considerata fra le capofila nazionali della nouvelle vague ecosostenibile addirittura dal 1969, quando la famiglia Maffei trasforma l’Hermitage in un vero e proprio biohotel, totalmente privo di sostanze tossiche e inquinamento elettromagnetico.

Facendo propri gli stessi principi di bioarchitettura, l’Hotel Garni del Sogno di Domenico e Miriam Schiavon ha fatto un passo in più, dotandosi di un impianto geotermico a “energia pulita” che attraverso 2 pompe di calore abbinate a 14 sonde geotermiche cede o assorbe calore dal terreno (che mantiene una temperatura quasi costante durante tutto l’anno) per riscaldare o rinfrescare tutto l’albergo, a seconda della stagione, attraverso pannelli a pavimento.

L’idea è nata dall’esigenza di offrire alla clientela un valore aggiunto in termini di comfort ecologico – spiega Domenico Schiavon che, in qualità di ingegnere,si è occupato personalmente del progetto . Il sistema opera per irraggiamento e ha il pregio di ridurre le polveri in movimento e quindi le allergie. La geotermia offre una fonte di energia pulita, rinnovabile e gratuita, che consente grandi economie gestionali; per ogni kWh di energia elettrica consumato dallepompe di calore si ottengono quasi 3 kWh di energia termica, con un conseguente risparmio sui costi di esercizio dell’80% rispetto al GPL, del 70% al gasolio e del 60% rispetto al gas metano.

Il profilo ecologico del Garni del Sogno è curato in ogni dettaglio. Le stanze sono tutte dotate di impianto per il ricambio e la purificazione dell’aria e realizzate con legni nuovi o di recupero (cirmolo, abete o larice). Intonaci, rivestimenti e pavimenti sono in materiali naturali (calce, lana e pietre autoctone come il granito della Val di Genova e la dolomia del Sarca di Val d’Agola). I letti hanno la testiera sempre orientata a Nord, secondo i dettami bioenergetici.

L’edificio – che ha ottenuto la certificazione Eco Label - è isolato termicamente e acusticamente, e l’impianto elettrico non genera campi magnetici. Altrettanto interessante anche l’esempio del Crystal, struttura inaugurata nel 2008 a Obergugl, nella regione austriaca dell’Otztal: un quattro stelle a 2mila mt di quota alimentato  con un sistema combinato solare-geotermico.

L’energia usata per il sistema di riscaldamento,per l’aqua calda e per l’alimentazione della piscina viene prodotta da un impianto solare di 265 mq e da un impianto geotermico che utilizza 5 pompe di calore e 76 sonde poste a 120 m di profondità e convogliata in un raccoglitore che può contenere fino a 20mila litri di acqua. Gli impianti di riscaldamento e diaerazione vengono programmati attraverso un computer centrale.

Il sistema, oltre a dare alla struttura un connotato ecologico e innovativo, permette al Crystal di essere del tutto autosufficiente sotto il profilo energetico, eliminando totalmente la dipendenza da petrolio o altre materie combustibili. Il profilo”verde” dell’hotel si completa grazie a materiali naturali quali pietra, legno e ferro, che arrichiscono gli arredi insieme a complementi e lampade di designer internazionali e ai 2mila metri quadrati dell’area wellness.

Ma quali vantaggi di marketing e di immagine si ricavano sposando la logica della compatibilità ambientale?

Il valore aggiunto della  struttura è proprio la sua ecosostenibilità. Grazie a questo sistema energetico si riesce a ridurre le emissioni di Co2 di circa 225mila kg all’anno. Questo significa che in vent’anni la natura risparmia 4.500 tonnellate di sostanze nocive. La virtuosità ambientale diventerà il fiore all’occhiello del Crystal, ma già ora una parte della clientela attenta ai valori ecoliving lo sceglie proprio per questo.

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Hotel: Notti a tema, dai menu alle divise

Posted 22 feb 2010 — by Francesco
Category News

Per catturare l’attenzione ci si inventa i temi più diversi.
Al Radisson di Roma, hanno lanciato (nel 2007) gli aperitivi ispirati ai vizi capitali.
Sette serate, sette cocktail, sette menu, sette addobbi diversi per il settimo piano, sette cambi d’abito per i camerieri e sette generi musicali, dal tango per laserata intitolata alla lussuria alla house per quella della superbia.

Si tratta di un tentativo d’intrattenimento riuscito, nonostante l’evidente complessità del periodo, perchè l’attività congressuale e in genere gli eventi subiscono dei contraccolpi nei periodi di recessione. Lo scrive anche il rapporto dell’Osservatorio congressuale italiano dell’Università di Bologna e Rimini Campus (anno 2008):”La domanda dipende dall’andamento dell’economia secondo un processo accelerativo“. Tradotto significa: è sufficiente una riduzione del tasso di crescita economica per causare flessioni della domanda congressuale e di eventi.

Secondo i dati dell’Osservatorio “il numero degli eventi ospitati lo scorso anno è cresciuto dell’1,31%”. Teniamo comunque presente che il dato si riferisceal 2008. Stando alle ultime previsioni di Bruxelles, per l’Italia si prevede un incremento del Pil del 0,7% nel 2010 e del 1,5% nel 2011. Dovrebbe crescere, di conseguenza, la domanda congressuale. Questo almeno nelle grandi strutture, quelle legate a uno dei grandi brand internazionali. Un giro d’orizzonte può dare l’idea di come sfruttare al meglio gli spazi scenografici, il gioco è (quasi) fatto.

Al Radisson di Berlino si resta impalati davanti al monumentale acquario dell’Aquadom viene noleggiato per eventi spettacolari. I meeting planner prenotano per i loro clienti gite di 10 minuti all’interno dei due ascensori dell’Aquadom, che possono accogliere una cinquantina di persone per “cabina”. A New York, dal 2006, alcuni hotel si sono attrezzati per osospitare sulle loro terrazze con vista Empire State Building, eventi di vario genere, dall’arte al giardinaggio, dall’aerobica la mattina alle serate con dj e e videoproiezioni.

Parliamo dei roof-top bar di alberghi di tendenza come il Gansevoort, il Ravel, boutique hotel di Long Island o il prezioso Gramercy ParkHotel.  Luoghi ideali per la moda dei party in piscina. I “pool party” si svolgono un po’ovunque da Luna Bar (Pacific Regency Hotel) di Kuala Lumpur con vista sulle petronas Towers al Radisson di Roma con vista sui monumenti e sui colli. Gli ingredienti delle feste?  Sostanzialmente gli stessi a tutte le latitudini: cielo stellato, centinaia di nottambuli, una grande piscina illuminata, musica a tema, cocktail a fiumi.Finchè c’è la location che aiuta, finchè ci sono spazi spettacolari che da soli fanno lo show, la strada appare in discesa. Appare, appunto. perchè in realtàfinita la novità, bisogna sapere mantenere vivo lo stupire.

Prendete il Duomo Hotel di Rimini coi capolavori di Ron Arad, lo Sketch di Londra con le “uova”di Ron Arad, il Nhow tempio milanese per appassionati di design e di arte. Se non avessero tirato fuori dal cilindro performance artistiche, serate di degustazioni insolite e altro, la loro capacità di calamitare, nonostante il fascino dei luoghi, si sarebbe presto esaurita. Pochi mesi fa al Raffles Hotel di Singapore, luogo mitico dell’hotellerie internazionale si è riunita la crema della città, per Accesorize, un evento inedito in cui i barman dovevano realizzare cocktail, ispirati agli abiti di haute couture dello stilista danese Lars Wallin, e giovani fashion designer da tutto il mondo dovevano ideare abiti da cocktail ispirati ai drink dei barman.

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Le migliori pratiche per una classifica top su TripAdvisor

Posted 17 feb 2010 — by Francesco
Category News

Molti alberghi aspirano a conseguire una classifica top sull’ indice di popolarità di TripAdvisor. A New York, HKHotels domina le classifiche, con tutte e quattro le sue proprietà tra i primi cinque in classifica. Hanno fatto pagare qualcuno fuori su TripAdvisor? Scrivere recensioni false o di algoritmi complessi?

Questo articolo  propone uno sguardo più attento su come ottenere questo.

Intervista di  Edward Daniel Craig (hotel consultant) a Adele Gutman, VP of Sales & Marketing ( Hotel Giraffe, Casablanca Hotel, Hotel Elysée e Library Hotel) .

Ecco l’ intervista.

Diversi anni fa, uno dei nostri alberghi è stato tra i primi dieci su TripAdvisor e un altro al 56°, e questo ci ha fatto molta meraviglia, perché la differenza? Abbiamo iniziato a prestare molta attenzione ai commenti e alle  recensioni. E ‘diventato chiaro che i nostri giudizi sono stati la più grande occasione per il passaparola. Abbiamo fissato un obiettivo e coiè quello di avere tutti i nostri alberghi sopra il 10%.

Era chiaro che soddisfare le aspettative dei nostri clienti ‘non era abbastanza. Ad ispirare l’entusiasmo per pubblicare una recensione, avevamo  bisogno di coinvolgere tutto il personale.  Ogni hotel discute dei giudizi e dei commenti in occasione delle riunioni del mattino. Ogni dipendente, dal portiere al direttore generale, è orgoglioso dei commenti positivi. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo iniziale del 10% nel 2004 per poi passare tra i primi dieci nel 2006.Abbiamo fiducia che, se facciamo tutto il possibile per deliziare i nostri ospiti, essi ci aiuteranno nel nostro impegno di marketing e di vendita attraverso il passaparola dei mezzi di comunicazione sociale.

Quali Social media usate?

Facebook, Twitter, Linked In, TripAdvisor e altri siti di revisione che ci permettono di migliorare la nostra lista o per comunicare con i potenziali clienti. Abbiamo provato un blog per un po ‘, ma ci voleva troppo tempo. Vorrei piuttosto che la nostra presenza si accentuasse su Facebook, Twitter e siti di recensioni di viaggio. Non abbiamo le risorse per una persona che si dedicata ia social media, ognuno di noi cerca di qualche minuto dal nostro giorno per vedere cosa dice la gente e come possiamo partecipare alla conversazione.

Quali iniziative sono intraprese quando si ottiene una recensione negativa?

E ‘difficile digerire i commenti negativi, ma noi impariamo dai nostri clienti e sono solamente loro che ci portano al miglioramento ed a una crescita continua. Ogni commento negativo è valutato dagli alti dirigenti. Noi valutiamo ciò che è accaduto e determiniamo le azioni necessarie per migliorare, in tutti e quattro gli alberghi, se necessario.

Che cosa fare per incoraggiare gli ospiti a scrivere recensioni?

Il segreto è quello di far sentire gli ospiti che hanno trovato qualcosa di così speciale che vogliono condividere con il mondo. Non vi è alcun collegamento o stratagemma di marketing. E ‘un lavoro duro e di genuina ospitalità. Dopo il check-out, inviamo una mail che li ringraziamo e li invitiamo a scrivere su di noi su TripAdvisor, insieme con un link. Tutto qui.

Che consiglio daresti  gli hotel che aspirano a risultati simili?

Trattare ogni cliente come se fosse il più importante scrittore di viaggi nel mondo, perché in realtà possono benissimo essere.

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I commenti degli ospiti TripAdvisor sono attendibili?

Posted 15 feb 2010 — by Francesco
Category News

TripAdvisor, è in reale pericolo di diventare una vittima del suo stesso successo.
Con circa 25 milioni di utenti, ogni mese, esercita un potere enorme e il settore alberghiero lo sa.
Molti all’interno del settore stanno facendo tutto il possibile per manipolare le sue recensioni anonime.

E chi può biasimarli? Una serie di cattive recensioni di TripAdvisor può rovinare il business di un hotel.
Non stupisce quindi che gli albergatori europei stanno cercando di convincere la Commissione europea a rivedere le norme che disciplinano recensioni dei siti web al fine di garantire che essi sono stati inseriti effettivamente dai clienti che hanno prenotato.

Un rapporto dal sito di viaggi, Travolution, questo mese, ha confermato che gli albergatori sono stati contattati da aziende che  pubblicano recensioni positive su siti web in cambio di un canone mensile. La relazione sostiene che tali società possono evitare le misure di protezione che i siti web hanno messo in atto, inviando le recensioni da diverse località in tutto il mondo. La relazione ha anche affermato che un hotel ha ricevuto una serie di giudizi prima ancora di aprire.

TripAdvisor dice che tutte le recensioni passano attraverso un processo di screening prima della pubblicazione, aggiungendo che ha installato una tecnologia volte a individuare coloro che cercano di aggirare questo processo, oltre a ricevere relazioni periodiche da parte della comunità TripAdvisor avvisa eventuali attività sospette.

Albergatori diteci la vostra  esperienza su Tripadisor.

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