La Basilicata con la giunta De Filippo dà il benvenuto ai petrolieri anziché ai turisti.

Con questa frase Maria Rita D’ Orsogna stimato scienziato e Docente al Dipartimento di Matematica della California State University a Northridge da tempo impegnata in battaglie civili per la tutela ambientale,  ha discusso ed informato lo scorso 8 Gennaio a Matera circa i rischi connessi  alle attività petrolifere che stanno interessando la Basilicata.

In Basilicata l’attività petrolifera è già molto forte e, se non si riuscirà a bloccare tale deriva petrolifera ci ritroveremo prossimamente altri pozzi nei Comuni di Baragiano, di Potenza, di Picerno, di Ruoti, di Pignola, di Tito, di Savoia di Lucania, dove la ENI S.p.A  ha presentato un’istanza finalizzata al rilascio del permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Monte Li Foi”, che interesserebbe una superficie complessiva di 140,88 km e che tuttavia nessun Comune ha mai visto i risultati economici di questa pseudo ricchezza.

I nostri politicanti della Regione Basilicata parlano di una ricchezza  sotto la nostra terra che non possiamo permetterci di lasciare inutilizzata: ma dimenticano di dire che essa apparterrà alle industrie che avranno le concessioni, e cioè quelle società che stanno brigando per ottenerle. I vertici promettono grandi investimenti nel settore, capaci di creare migliaia di posti di lavoro.

Sono assolute bugie, infatti i dati sono chiarissimi a tutti, siamo passati da 630.000 a 530.000 abitanti nel lungo decennio di estrazioni petrolifere. Forse sarà la convinzione del  nostro “Presidentissimo Vito De Filippo” dove in una nota trasmissione televisiva ci illumina sul concetto di modernità:  “La modernità puo’ morire per sovraffollamento quindi bisogna diradare la demografia e dilatare gli spazi, questa è la Basilicata, è una nuova modernità. 

E qui mi chiedo: Come si dirada la demografia e si dilatano gli spazi? Semplice, rilasciando facilmente permessi e concessioni per pochi spiccioli ai petrolieri creando disastri ambientali ed economici, con conseguente immigrazione da parte dei residenti.

 Al minuto 0:40 trovate la dichiarazione illuminante:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=qgr6SPw8PcI[/youtube]

Per noi caro De Filippo la modernità è la salvaguardia e la tutela dell’ ambiente e del territorio e la sua sostenibilità a lungo termine.

Nell’industria petrolifera i posti di lavoro sono sempre molto pochi, ma, al contrario, ben più numerosi sono quelli che tale tipo di industria distrugge (nell’agricoltura e nel turismo): si veda quel che è accaduto in Val D’Agri, un tempo famosa per i vini, è stata devastata dall’industria petrolifera, in cui non sono stati creati nuovi posti di lavoro e in cui le royalties accumulate non sono state spese in misure compensative della rovina dell’ambiente, ma solo per colmare il pozzo senza fondo dei debiti della Regione.

Solo pochi hanno goduto e godono di vantaggi economici legati alle attività estrattive, mentre tutti gli altri lucani avranno solo aria, cibi inquinati, devastazioni ambientali con gravissime conseguenze sulla salute e su settori economici di primaria importanza sul territorio, in pratica l’anticamera per patologie tumorali e la distruzione economica totale della Regione Basilicata.

La verità è che non c’è alcun interesse della collettività a consentire l’estrazione del petrolio nella Regione, anzi c’è un interesse di tutta la società lucana a impedire questo scempio. Bisogna riaffermare una verità: la Basilicata ha scelto da alcuni decenni un tipo di sviluppo fondato sull’industria turistica, su un’ agricoltura capace di immettere sul mercato prodotti d’eccellenza, su un turismo che ha grandi prospettive di sviluppo.

Al posto di una insensata petrolizzazione, occorre promuovere politiche di sviluppo delle energie rinnovabili, oltre che dirette ad ottenere efficienza e risparmio energetico.

I lucani sono decisi a fermare questo scempio, così come sono riusciti a fare i Veneti, i Piemontesi, i Toscani i Brianzoli e gli abruzzesi. Quest’ ultimi hanno approvato la legge 166/2010 di modifica della legge regionale in merito alla tutela del territorio ed hanno impedito che si realizzasse il Centro Oli nonostante le autorizzazioni. Quindi non ascoltate i politicanti quando vi dicono che la Regione non puo’ fare niente per fermare questo scempio. E’ tutto falso!

Credo sia superfluo spiegare che se si chiede la revoca di tutte le concessioni, A MAGGIOR RAGIONE CI SI OPPONE A NUOVE CONCESSIONI, CONTRO LE QUALI LA POPOLAZIONE LUCANA  LOTTA DA DIVERSI ANNI,  NEL CORSO DEI QUALI HA DATO VITA A GRANDIOSE MANIFESTAZIONI UNITARIE.

La prossima manifestazione si terrà  Il 25 febbraio 2012, a Potenza, in piazza Don Bosco.
BASTA alle estrazioni petrolifere in Val d’Agri!

BASTA al potere illimitato delle multinazionali del petrolio che continuano ad inquinare tutto il territorio lucano! .

Invito operatori turistici e non ad essere presenti alla manifestazione, per dare un forte segnale alle istituzioni disinteressate alla salute e all’ambiente del nostro territorio.

 

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About Francesco

La mia formazione arriva dal mondo del turismo e della comunicazione, ma che ha alle spalle diversi anni nel settore commerciale. Tremendamente sedotto dalla rete credo fortemente nella condivisione della conoscenza.

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