Hotel: Non si vive di sole camere

Nessun commento
Inserito 12 feb 2010 il News

Ma che succede un albergo?
Tra sfilate, mostre, dj set, magie e acrobati, ecco gli eventi e i personaggi che hanno cambiato il nostro mondo e il modo di concepire un albergo.
Sarah Bernhardt, prima donna della Comèdie Française, la “divina” di Victor Hugo, pare si aggiri nel nuovo bar Sarah B. dell’InterContinental di Montreal.

Non lei, ovvio, ma il suo fantasma. Il direttore Bernard Chènevert e il marketing dell’hotel sono stati abili come maghi. Hanno saputo creare l’illusione che una parte dell’albergo sia stata costruita sulle ceneri di un vecchio teatro, dove lo spettro amava vagabondare. Per completare l’opera hanno messo in piedi serate dedicate alla “fata verde”, l’assenzio, liquore simbolo di fine’800 e dei poeti maledetti, con tanto di sponsor, “Le Fee Verte”, un negozio di corsetti e lingerie vintage. Pare che il cassetto del bar dopo ogni evento bohèmien registri un apprezzabile +25%.

Un incasso per cui l’InterContinental ringrazia in particolare i “clienti senza valigia”. Chi sono costoro? Space Invaders, per dirla col nome di un vecchio videogioco, ovvero invasori degli spazi comuni dell’albergo. Conquistatori pacifici, di lobby, lounge, centri benessere. Spazi pubblici che negli ultimi dieci anni si sono trasformati in nuove piazze per la città. I nuovi ospiti arrivano in hotel per l’aperitivo, per il lancio di un nuovo telefonino o di un nuovo libro.

Cacciatori di nuove esperienze
A differenza dei clienti tradizionali, non sono stranieri, e difficilmente vengono da fuori città. Sono cittadini catturati dal fascino dei Cinque stelle edei suoi eventi: aperitivi, vernissage o sfilate che siano. Diciamo subito che negli alberghi si propongono intrattenimenti di tanti tipi. A cominciare da quelle strutture che puntano a “vendere il bar” con ogni stratagemma. Abbiamo già citato l’InterContinental di Montreal, ma potremmo parlare del Drinkshop, il nuovo bar del W di Atlanta (Downtown). Sul suo banco certe sere piazzano un enorme blocco di ghiaccio da 140 chili.

Che detta così, fa molto del banco del pesce, in realtà il freddo monolite serve a produrre, a colpi di scalpello, sei tipi di cubetti da cocktail.  Il tutto avviene in un’area dove tutto il pubblico può assistere. Completano lo show i bicchieri ghiacciati e le bottiglie refrigerate fasciate in un cilindro ghiacciato. Nel locale tutto serve a sviluppare il tema del “freddo” e il pubblico diventa parte del gioco.

Succedono cose analoghe in altri bar di tendenza come il Purple Bar del Sanderson di Londra. Qui l’immagine coordinata è capace di sedurre l’ospite, con e senza la valigia.Altro esempio è St.Regis,il marchio di Starwood che celebra il 75° del suo Bloody Mary (inventato nel 1934 al St.Regis di New York dal barman Fernand Petiot) con iniziative in tutti i suoi alberghi, da San Francisco a Pechino.

A Roma l’executive chef Francesco Donatelli ha creato un menu, di piatti e drink, ispirato al Bloody Mary. Al centro benessere del St.Regis a Bali offrono un trattamento purificante a base di vodka, pomodoro, sali minerali da bagno e vermouth.

Popularity: 1% [?]

Condividi su:
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • BarraPunto
  • DZone
  • LinkedIn
  • MSN Reporter
  • PDF
  • Reddit
  • Segnalo
  • Wikio
  • Wikio IT
  • Share/Bookmark

Abbonati ai nostri Feed RSS

↑ Grab this Headline Animator


Lascia un commento