Basilicata, il turismo e il sostegno che non c’è

Gli operatori turistici si pongono obbligatoriamente delle domande: sole, mare, montagna, paesaggi incantevoli, attrazioni culturali sono sufficienti per creare domanda turistica? Una Regione come la Basilicata, che nasconde velleità di primato può legittimare le sue ambizioni col supporto dell’assessorato al Turismo provinciale e regionale?

In altre parole ai vertici di questo settore nella nostra Regione ci sono professionisti degni di ricoprire i ruoli ed assolvere i compiti a loro affidati?  La nostra classe politica vuole veramente che la Basilicata decolli turisticamente?

«Sui quotidiani» – dicono alcuni giornalisti (ovviamente di parte politica) «gli enti intermediari riescono a promuovere bene la nostra Regione. Per quanto mi riguarda, invece, turisticamente parlando, tutto sembra arrancare dalla promozione alla gestione delle risorse. E stranamente nessuno parla».

E’ evidente a tutti che il turismo in questa terra non esiste ma c’è chi sostiene, come Giampiero Perri  direttore dell’ Apt (azienda di promozione turistica) Basilicata, che i dati sono confortanti  e che si è raggiunto un risultato importante nonostante la crisi economica e il trend negativo nazionale. Sono 517.901 i turisti censiti nel 2012 con un incremento, pari all’1,2%, rispetto al 2011, numeri da capogiro, sì ma per i pochi operatori che a gran fatica riescono a stare sul mercato.

E’ facile oggi dire che c’è crisi, e non assumersi le responsabilità di un totale fallimento.   Cos’è stato fatto oltre ad attività editoriali e promozionali dove i partner principali sono le nostre care sociètà petrolifere (vedi film Basilicata Coast to Coast, attività editoriali sul web dell’APT) che da una parte favoriscono il disastro ambientale con estrazioni  incontrollate di petrolio, in un’area protetta come la Val d’Agri, e dall’altra si cerca di dare un’immagine naturalistica della Regione? E’ un controsenso distruggere il territorio e promuovere prodotti locali e “bellezze incontaminate”.

Ricordo che la funzione dell’assessorato al turismo di concerto con l’ Apt dovrebbe essere quella di puntare ad ottenere un aumento di domanda in termini di arrivi e presenze, incrementando i flussi turistici non solo partecipando a trasmissioni televisive o  fiere di settore e raccontare quanto siano buoni i peperoni e il formaggio locale, ma vista la conoscenza del territorio hanno il dovere di individuare e mettere in luce le problematiche, quelle serie,  che non permettono lo sviluppo di un settore importante come il Turismo.

Ovviamente tutto tace, poichè la linea politica che la Regione ha sempre sostenuto per lo sviluppo è stata sempre quella di fare della Basilicata l’ HUB energetico del Paese. Addirittura nel programma prevedevano lo sviluppo di filiere agroalimentare nei territori delle estrazioni per la nascita di un attrattore turistico/culturale denominata “valle dell’Energia”. E’ vero lo ammetto il turismo necessita  di fantasia, ma questi personaggi vanno oltre ogni immaginazione.

Il rammarico di molti sta proprio qui: La Basilicata in questi anni avrebbe potuto costruire maggiori fortune turistiche, ma finora non ha potuto o saputo farlo.

Una cosa è certa. A risentire di una siffatta situazione sono l’economia, il commercio locale e i nostri giovani costretti ad emigrare per trovare fortuna altrove. Quando, poi, viene addirittura a mancare il più elementare e fondamentale elemento che compone un sistema turistico come il “trasporto” (stradale,aereo, marittimo e ferroviario)  allora, beh, come dire, di cosa stiamo parlando?!?!.

DI TURISMO!?!?  Senza collegamenti sicuri, adeguati ai tempi, sarà impossibile pensare ad un vero decollo turistico per la Basilicata.

Ci si è mai chiesto  perché ci siano sempre ‘sti qui a non produrre un bel niente (da decenni) di costruttivo e duraturo, e a “guadagnarci”, a dispetto del fatto, tanti soldini con incarichi sempre più prestigiosi; e giù riunioni, meeting, conferenze, partecipazioni a fiere nazionali e internazionali (con famiglia annessa)  chi più ne ha più ne metta, e la bella vita, che in verità non meriterebbero affatto?

Per certi versi mi sono posto come un turista, in alcune occasioni, ed ho avvertito dei grandi disagi dinanzi a disservizi pubblici (rete stradale insufficiente, rete ferroviaria e aeroportuale inesistente, segnaletica inappropriata, mancanza dei servizi primari) e a scarso senso civico che limitano, più di quanto possa immaginarsi, i fattori di attrazione culturale e paesaggistica.

Nonostante i grossi investimenti d’immagine con consulenze esterne ben pagate si desume che la promozione di una campagna pubblicitaria sul fascino della Basilicata non basta per richiamare una maggiore presenza turistica. Paradossalmente la risonanza del richiamo della bellezza della nostra Regione rischia di alimentare aspettative poi deluse dalla disorganizzazione dei servizi.

La Basilicata deve decidere chi vuole essere nel prossimo futuro e come diventarlo, deve scegliere se puntare con decisione su se stessa come reale meta turistica, deve essere disposta a confrontarsi seriamente ed attivamente con tutte le parti sociali, operatori locali e cittadini. Deve sviluppare una politica turistica concreta e creare un Piano di lancio Turistico condiviso.

Si tratta però di una scelta strategica che necessita di interventi ed investimenti a medio/lungo termine, seri e mirati, ma è la scelta giusta per creare un indotto economico sano, duraturo e indipendente.

Per  far ciò dobbiamo necessariamente avere cittadini portavoce nelle istituzioni al posto di politicanti faccendieri guidati dalle lobby di potere, intenti in questi lunghi anni di monopolio territoriale a dividersi una grande torta, quella dei Fondi Comunitari, che tramite apparati statali a partecipazione privata, con bandi e commissioni poco trasparenti, riescono a far confluire liquidità su progetti di aziende dove nei consigli di amministrazione si celano nomi di parenti, amici, sorelle e amanti. 

TUTTA ‘NA PASTA!!!!

 

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