Archive for the ‘Economia del Turismo’ Category

Le fasi della domanda turistica

Posted 04 feb 2010 — by Francesco
Category Economia del Turismo

Il modello che più frequentemente viene utilizzato per descrivere le fasi della domanda turistica, ancora intesa come numero di presenze per un dato turismo e/o per una data località, è quello del ciclo di vita del prodotto, introdotto nella letteratura economica per spiegare la dinamica del mercato di beni di consumo durevoli,anch’essi peraltro spesso appartenenti – come il turismo – alla classe dei beni di comfort.

Ma vediamo ora quali sono le conclusioni più interessanti dell’applicazione di questo modello alle destinazioni turistiche.

Molti studiosi sostengono che sia possibile individuare una serie di stadi di sviluppo delle località turistiche cominciando con la loro scoperta, continuando con la crescita, e finendo con la maturità e il declino, quando i turisti arrivano a disertare queste località per nuove destinazioni.

L’idea del modello è quella di rappresentare graficamente l’evoluzione delle aree turistiche con una curva logistica a forma di S allungata.

Seguendo le fasi individuate da Butler, il ciclo di vita di un prodotto inizia con l’esplorazione da parte di un piccolo gruppo di turisti, avventurosi di natura, che tendono a sfuggire le vacanze istituzionalizzate. Essi vengono attratti dalle bellezze naturali o dalla cultura di certi luoghi, ma il loro numero è ristretto per problemi di accesso e per l’esiguità delle strutture ricettive. A questo livello , l’attrattiva della destinazione consiste nel fatto che è incontaminata e che il contatto con gli indigeni può essere elevato.

Nella fase di avviamento, le iniziative locali per procacciare clienti e promouvere la località turistica danno come risultato un numero regolarmente crescente di presenze turistiche. Si manifestano cosi una stagione e un mercato turistico e il settore pubblico inizia a investire in infrastrutture.

La fase di sviluppo vede l’arrivo di un largo numero di turisti nel periodo di alta stagione (numero spesso superiore a quello dei residenti). L’organizzazione del turismo comincia a cambiare, sfugge al controllo degli operatori locali e si presentano società esterne per fornire i servizi adatti alla nuova realtà.
Tuttavia, in questo sviluppo vi è già la premessa per la decadenza. Con il carico delle presenze (e l’immigrazione della popolazione residente) possono cambiare le condizioni qualitive della località, per effetto del maggior uso e del conseguente deterioramento delle strutture. La pianificazione e il controllo pubblico diventano in parte necessari per risolvere i problemi, ma anche per proporsi contrattualmente ai mercati generatori di flussi turistici. Infatti, durante la fase di sviluppo le presenze dipendono anche da accordi presi con le agenzie di viaggio e i grandi tour operator.

Nella fase di maturità si ha ancora una crescita delle presenza, ma a un tasso decrescente. La località comunque rimane una delle destinazioni principali dei flussi turistici, è un localizzazione privilegiata delle grandi catene alberghiere e si identifica come un’area consolidata di business turistico.

La stagnazione è raggiunta con il massimo delle presenze turistiche e da questo momento in poi la destinazione diviene non più appetibile turisticamente.

La località fa affidamento sui viaggi ripetuti dei turisti abituali e si rendono necessari notevoli sforzi da parte degli operatori per mantenere costante il numero delle presenze. La località inizia a incontrare serie difficoltà ambientali, sociali ed economiche.

Nella fase di declino si perdono turisti a vantaggio delle località più nuove e la destinazione diventa dipendente da un bacino geografico più piccolo,con turismo di breve durata (di fine settimana) ed escursionismo. Molte strutture ricettive vengono convertite ad altro uso. Gli operatori possono riconoscere in questo stadio l’esigenza di proporre alternative: cercando progetti per rivitalizzare la località e per sostituire le attrazioni.

Il modello del ciclo di vita del prodotto, pur avendo ricevuto attenzione da parte di molti studiosi, è stato oggetto di molte critiche dal punto di vista della sua utilità interpretativa, sia ai fini delle decisioni strategiche da prendere (ad esempio per operazioni di marketing), sia a fini previsionali.

Infatti, si è osservato che la curva del ciclo di vita della figura si presenta fortemente instabile e varia sensibilmente seguendo fattori esogeni come il tasso di sviluppo dell’economia, la libertà di accesso al mercato, la politica dello Stato e delle multinazionali turistiche, il numero delle destinazioni competitive, ecc. Questi fattori, uniti alle caratteristiche individuali di ogni destinazione, rendono quindi le curve di vita del prodotto molto variabili.

Inoltre, alcune località rimangono inchiodate in una fase del ciclo di vita (ad esempio, non progrediscono mai dalla fase di esplorazione), mentre altre passano dallo sviluppo al declino in pochi anni.

Anche la durata di ogni fase è estremamente variabile da caso a caso.

Queste diverse critiche contribuiscono tutte all’osservazione che, in realtà, non esiste un unico modello di cìclo di vita del prodotto, ma un ciclo di vita per ogni specifico turismo e ogni specifica area turistica, con forme diverse e lunghezza diversa delle fasi. In altre parole, il modello non è una profezia fisiologica che si avvera in sè e che dice che una volta che una località è stata scoperta e si è sviluppata, inevitabilmente c’è il decadimento.

Quindi, il modello di ciclo di vita del prodotto turistico, pur affascinante, non è tuttavia un modello interpretativo.

In ogni caso, quale che sia la valenza teorica di questo modello, esso propone comunque un interessante rapporto tra gli stadi di sviluppo di una località e le strategie del marketing, degli investimenti, delle attrazioni, dato che ognuno di questi aspetti varia ai diversi stadi del ciclo di vita.

Nelle fasi di esplorazione e avviamento gli operatori sono tenuti ad assumere iniziative volte alla costruzione della propria quota di mercato: nella fase di sviluppo si tratta invece di porre in essere metodi di difesa e di consolidamento delle quote ragginte, opponendosi alla concorrenza dei new comer. Comunque, una volta che le presenze di una località turistica si stabilizzano, gli operatori non dovranno aspettare il declino come una fase inevitabile, ma sono chiamati a porre in essere ogni sforzo nel tentativo di rivitalizzare il proprio mercato.

I problemi creati dalla maturità del prodotto possono essere, infatti, superati tramite un rilancio della località che comporti un’operazione di restyling del prodotto turistico offerto. Un’operazione, ciòè, che dia la vecchio prodotto una nuova connotazione e lo proponga per un prolungamento della fase di sviluppo, o meglio per l’inizio di un nuovo ciclo di vita.

Il restyling del prodotto turistico può coinvolgere gli operatori locali in almeno due modi:

1)in una modificazione dell’offerta che comporti solo una diversa organizzazione del prodotto e lo presenti in modo differente rispetto al passato, in questo caso si parla di restyling organizzativo

2)in una modificazione dell’offerta che comporti invece una serie di investimenti reali non solo d’immagine, in questo caso si parla di restyling reale.

Soffermandoci sul restyling reale, ovviamente l’aspetto più interessante per il rilancio di una località turistica matura, possiamo osservare come questo comporti sia l’introduzione di nuove strutture, ad esempio di comunicazione, di trasporto o di tempo libero (come l’apertura di un casinò), sia il rinnovamento di vecchie strutture, ad esempio per l’ammodernamento e il potenziamento qualitativo delle ricettività alberghiera o extraalberghiera.

In modo simile, alcune destinazioni contano su risorse naturali mai usate prima per estendere la stagionalità e attratte un nuovo segmento del mercato; è questo per esempio il caso di alcuni centri di sport invernali.

Lo sviluppo di un strategia di restyling reale comporta comunque quasi sempre accordi di collaborazione tra il settore privato e il settore pubblico che prodotto può essere perseguita solamente in una località matura dotata di operatori di elevata professionalità, che nelle fasi di sviluppo e maturità abbia saputo usare risorse per effetuare investimenti anche in capitale umano, cioè nella formazione degli operatori.

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I principali tipi di contratto dei Tour Operator

Posted 01 feb 2010 — by Francesco
Category Economia del Turismo

Nei post precedenti ho parlato del tour operator in generale, adesso vediamo i vari tipi di contratto che questi ultimi stipulano con i fornitori di servizi.

I principali tipi di contratto sono:

1) l’allotment

2) il vuoto per pieno.

Nell’ allotment, il tour operator contratta con il fornitore di servizi (normalmente con l’albergatore) la disponibilità di un certo numero di sistemazioni per determinati periodi, riservandosi di confermarne o meno l’utilizzo effettivo entro termini prestabiliti (la cosiddetta dead line).

Se tale conferma non avviene secondo i tempi e le modalità contrattuali, l’impresa proprietaria della struttura ricettiva, oltre ad avere diritto a una penale pari a una percentuale concordata del valore della sistemazione, si ritiene libera di vendere in proprio, o tramite altri tour operator, gli alloggi rimasti inutilizzati. Questi contratti sono largamente diffusi poiché non comportano grandi rischi avendo a disposizione un limite di tempo nel confermare o meno un servizio.

Il contratto vuoto per pieno presuppone, invece, l’acquisto immediato della disponibilità ricettiva contrattata e l’impegno a pagare pienamente il valore monetario pattuito indipendentemente dalla reale occupazione degli alloggi. Questa formula contrattuale è stata adoperata da alcuni grandi tour operator che operano nel settore delle vacanze promozionali (Business to Business) effettuando sconti che vanno dal 20% al 70% nel periodo di bassa stagione (approfondiremo il mercato delle vacanze promozionali in un altro post) .

Soffermandoci sui contratti, abbiamo illustrato l’attività del tour operator quando segue l’alternativa della produzione tramite relazioni con fornitori esterni; se si utilizzano invece strutture interne, ovvero hotel o vettori, ecc., affiliati o di proprietà, la forma organizzativa è naturalmente intuitiva e immediata poichè avviene tramite la gerarchia dell’impresa stessa. In questo caso, allora, il vero problema economico non è nel contenuto dei contratti, ma nella spiegazione del perchè si renda conveniente un processo d’integrazione verticale della produzione.

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I Tour Operator

Posted 27 gen 2010 — by Francesco
Category Economia del Turismo

Può definirsi tour operator un’impresa il cui ambito operativo consiste nell’effettuare contratti, a diverso livello di rischio, con fornitori di servizi turistici, principalmente operanti nel campo del trasporto passeggeri, della ricettività alberghiera ed extra alberghiera, degli intrattenimenti, delle guide eaccompagnatori turistici, ecc., fino ai contratti con l’industria dell’assicurazione per la copertura dei  rischi del turista.

I tour operator fanno tutto ciò al fine di confezionare pacchetti  turistici comunemente chiamati  viaggi tutto compreso, inclusive tour o viaggi a forfait che, sulla base della predisposizione di cataloghi illustrativi (depliant) o di brochure, vengono venduti al pubblico per mezzo del canale distributivo costituito dalle agenzie di viaggio dettaglianti.

La vendita al turista dei pacchetti viene effettuata al prezzo indicato sul catalogo: l’agenzia di viaggio incassa il corrispettivo dal cliente per conto del tour operator.

Il tour operator decide il tipo di viaggio, la destinazione, il segmento di mercato potenziale cui rivolgersi, e confeziona il pacchetto turistico corrispondente; allora, il tour operator non si configura come una mera impresa di intermediazione turistica, ma come un’impresa di trasformazione che si serve, cioè, della materia prima (i servizi turistici dei fornitori e le attrattive della località) per costruire il prodotto turistico.

L’attività di predisposizione del prodotto può realizzarsi secondo due modalità:

a) il pacchetto viene predisposto su richiesta del turista o di un gruppo di turisti che esprimono i loro desideri di vacanza;
in questo caso il prodotto del tour operator viene ad assumere una connotazione di prodotto just in time e il suo servizio viene denominato di tour organizer.
Per questo servizio, l’impresa viene allora ad assumere una funzione di consulenza accompagnata dalla prestazione di alcuni servizi (selezione del fornitore, prenotazione, conferma,assistenza prima o dopo il viaggio).

b) Il pacchetto viene confezionato preventivamente sulla base di ricerche di mercato sui gusti e sulle aspettative dei vacanzieri. Il turista sceglierà, presso le agenzie di viaggio, sulla base del catalogo offerto.

Nello svolgere queste due attività (ovviamente è quella b), egli stipulerà una serie di contratti. Le principali categorie di fornitori per i tour operator sono le imprese ricettive e i vettori, comprendendo in questi ultimi tutte le imprese che gestiscono servizi di trasporto utilizzabili dal turista.

Le strutture ricettive possono appartenere a terzi o essere di proprietà dello stesso operatore; anche il trasferimento delle persone può avvenire utilizzando vettori di linea che offrono i loro servizi al pubblico, oppure imprese specializzate di trasporto persone che operano principalmente per il tour operator, oppure infine utilizzando vettori di proprietà dell’operatore stesso.

In sintesi, i servizi dei viaggi organizzati possono essere forniti dall’esterno o essere proprietà del tour operator stesso. Nel primo caso, ovviamente, l’operatore siglerà dei contratti, nel secondo caso seguirà una strategia d’integrazione verticale dell’impresa.
Nel caso di utilizzo di strutture ricettive e di trasporto di proprietà di terzi, soluzione che rimane comunque preponderante, i servizi devono essere acquistati con anticipo per essere inclusi nei pacchetti creati dal tour operator per essere gestiti, nella vendita al cliente, senza richiesta di conferma da parte del fornitore.

E’ proprio l’anticipo con cui la contrattazione deve essere conclusa che identifica uno dei punti critici dell’attività dei tour operator, infatti questi devono impegnarsi a sostenere dei costi senza sapere quali vacanze i turisti vorranno realmente acquistare.
Poichè questa condizione comporta ovviamente una esposizione rischiosa, molto importante è la ripartizione del rischio prevista nei contratti formulati dai tour operator con i fornitori.

Nel prossimo post vedremo in modo dettagliato i vari tipi di contratti stipulati dai tour operator.

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Le imprese turistiche: La produzione e la commercializzazione della vacanza organizzata

Posted 22 gen 2010 — by Francesco
Category Economia del Turismo

L’apparato organizzativo della produzione e della distribuzione di prodotti turistici è costituito da imprese che, a diversi livelli, operano lungo una catena che rende i servizi turistici, principali e accessori, disponibili al pubblico.

Questo sistema si suddivide in due categorie di imprese con modalità operative e scopi istituzionali radicalmente diversi.

Le due imprese cui ci riferiamo sono quella dei tour operator e quella delle agenzie di viaggio.

Per risolvere i propri problemi organizzativi nell’industria del turismo, l’esperienza degli uomini d’affari ha condotto alla nascita sia di imprese specializzate nella predisposizione e commercializzazione del prodotto turistico (tour operator), sia di una rete di imprese professionali (agenzie di viaggio) per la distribuzione del prodotto e la resa di servizi turistici diversi, singoli o fra loro assemblati.

Questi soggetti economici operano, come vedremo, informe e dimensioni diverse per il confezionamento delle vacanze organizzate (cioè di turismi) e forniscono al consumatore le informazioni necessarie per scegliere la soluzione desiderata.

I tour operator si situano nell’apparato organizzativo, al livello del (produttore grossista) mentre le agenzie di viaggio si situano al livello dell’impresa (dettagliante).

Tuttavia, queste imprese possono operare in maniera congiunta o disgiunta, per cui la distribuzione del prodotto turistico può seguire vari canali:

a) fornitori => agenzia => turista

b) fornitori => tour operator => turista

c) fornitori => tour operator => agenzia => turista

d) fornitori => turista.

Nel mercato delle vacanze il canale distributivo (ordinario) è quello  c), anche se tutti gli altri canali indicati sono effettivamente operanti.

Infatti, i tour operator non escludono la vendita al dettaglio, così come le agenzie di viaggio si occupano, spesso e non solo occasionalmente, della produzione di vacanze organizzate, assumendo esse stesse contatti con i fornitori.

Infine, anche la distribuzione diretta dal fornitore al cliente è una via aperta, una via che – lo ricordiamo – seguita dal turista autoproduttore.

Nei prossimi post parlerò più diffusamente dell’attività, dei costi e dei prezzi di questi operatori che sono in fondo i due attori principali del prodotto turistico delle vacanze organizzate.

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I Comparti del turismo

Posted 07 gen 2010 — by Francesco
Category Economia del Turismo

In questo post cercherò di individuare ed elencare i diversi comparti che compongono l’ industria turistica, definendola dal lato dell’ offerta, rifacendomi ai comparti identificati da Maurizio Rispoli con l’aggiunta (secondo il mio avviso) di un nuovo comparto che riguarda l’ on-line vista la notevole evoluzione che il settore ha avuto negli ultimi anni.

1) Comparto del Ricettivo, dell’alloggio o del pernottamento. Questo comparto è certamente in posizione centrale nell’insieme dell’industria turi­stica, essenziale per il turista, non indispensabile per l’escursionista. L’ offerta ricettiva assume forme  assai diverse: albergo (dalle pensioni, agli hotel, ai motel), residence, villaggio turistico, camera in affitto, ostello, rifugio di montagna, foresteria di comunità, campeggio.
La varietà delle forme compor­ta combinazioni prezzo-caratteristiche di grande variabilità.

2) Comparto della ristorazione. Anche questo comparto si presenta con forme assai diverse d’offerta, segnate da un grande dinamismo innovativo: ristorante, ristorante di albergo (che rientra talvolta nello stesso comparto del ricettivo), self service fast food, snack bar. pizzeria, mense di varie istituzio­ni, imprese per la fornitura di pasti a domicilio, ecc.

3) Comparto del trasporto di persone. Questo comparto, più dei preceden­ti, può interessare una quota assai rilevante di non turisti, come i viaggiatori. Come i comparti precedenti, il trasporto offre un prodotto molto differenziato: aereo, nave traghetto, nave da crociera, battello lacuale o fluviale, treno, autobus urbano e di intercala, metropolitana, auto a noleggio.

4) Comparto dell’ organizzazione e gestione di convegni e congressi. Que­sto comparto fa riferimento a una forma specifica dei turismi: il turismo congressuale.  Quello originato, cioè, dai congressi scientifici, politici o di affari. In questo comparto operano imprese dei comparti prima elencati e imprese specifiche quali, ad esempio, le sale di convegno, i centri congressi, le fiere, le imprese di servizi congressuali, ecc.

5) Comparto del Catering. Il comparto riguarda un’attività che si sviluppa  a monte rispetto alle principali attività turistiche, ed è composto da imprese che assicurano i rifornimenti, in larga parte di derrate alimentari, agli alberghi, ai ristorami, per i convegni e per i trasporti.

6) Comparto  dell’organizzazione del tempo libero. Sono le imprese che si occupano dei servizi del loisir. Vi operano sia imprese pubbliche sia imprese private: impianti sportivi, nolo di attrezzature sportive e all’aria aperta, impianti fìssi per il tempo libero, organizzazione di concerti, mostre, mercatini, ecc.

7) Comparto  della gestione delle infrastrutture. il comparto è costituito, in linea di massima, da imprese pubbliche o comunque convenzionale con la pubblica amministrazione: aeroporti, stazioni, porti passeggeri, autostrade, ecc. Non mancano, tuttavia, anche imprese private che offrono strutture im­portanti per il turismo, ad esempio i campeggi nautici e i parchi tematici.

8) Comparto dei beni culturali e paesisti È un comparto di grande importanza per il turismo, e in particolare per il turismo culturale; in esso operano prevalentemente gli enti quasi sempre pubblici (ma esistono anche istituzioni privale importantissime, come, ad esempio, i musei Guggenheim) che amministrano, curano e acquisiscono beni culturali. Anche i beni paesistici assumono sempre più rilevanza per forme moderne di turismi, quali il turismo naturalistico e il turismo verde.

9) Comparto della progettazione e organizzazione dei viaggi e soggiorni. È il Comparto di quelle imprese turistiche specializzate che vanno sotto il nome di tour operator e che si occupano della costruzione dei viaggi in collegamento con molti dei precedenti comparti.

10) Comparto delle agenzie di viaggio. Queste imprese si occupano della vendita al dettaglio dei viaggi e delle vacanze, svolgendo normalmente un’attività di intermediazione fra gli operatori del comparto 9 e i turisti.

11) Comparto dei servizi pubblici di supporto al turismo. Nel quale operano, in Italia come negli altri paesi, enti pubblici ai quali è stato affidato il compito, per legge o per regolamento, di svolgere
attività di diffu­sione delle informazioni, controllo, vigilanza, promozione turistica e tutela del turista.

12) Comparto dell’ on-line. E’ secondo il mio avviso l’ultimo dei nuovi comparti sviluppatosi con l’avvento delle nuove tecnologie e ne fanno parte tutte le agenzie pubblicitarie web che operano nel settore. Offrono servizi di informazioni di luoghi turistici tramite siti, blog, social-network senza costi d’intermadiazione per il turista-viaggiatore che riduce i costi tramite l’autoproduzione del soggiorno-vacanza.

Anche se già sappiamo, ed è evidente, che molti di questi comparti offrono i loro beni e servizi a clienti non turisti, questo excursus è assai utile per avere un’idea delle diverse occupazioni che interessano il turismo; occupazioni fortemente dinamiche che si creano e si modificano con grande facilità in un settore che è spesso identificato in modo assai convenzionale, proprio perché estremamente dinamico.

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