Barile

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Altitudine 650 m.
Abitanti 3270

II nome Barile deriverebbe dalla principale occupazione svolta dai primi abita tori del sito consistente nel fabbricare barili e botti. Lo stemma del paese, vi sibile nel timpano della facciata della Chiesa Madre, è sin dal XVII secolo un “barile posato a terra fra due alberi di abete, ed al disopra una pigna d’uva forse a dimostrazione dell’essere paese vinicolo e produttore di eccellenti quali tà di vini” (Bozza 1889, 86); Le sbarre poste alle porte della città, ai ponti e su alcune strade utilizzate per riscuotere dazi o pedaggi sono chiamate Barrale, Barelium o Barragium.

Questa località è stata, infatti, per lungo tempo luogo di passaggio delle greggi di rette a Monticchio nei periodi della transumanza.

Origine attestata

La Bolla del 4 giugno 1152 di papa Eugenio III conferma a Ruggero, vescovo di Rapolla, i possedimenti accordatigli dai pontefici suoi predecessori, tra i quali la chiesa di S. Maria de Barelis. Su la soglia di una stanza terrena, una brunetta nel fiore degli anni ci guarda con due occhi di tremenda bellezza. Di su, fa capolino, un’altra donzella con certe gote di rosa, con certi occhi che schizzan fiamme e voluttà. Ammaliato mi volgo a contemplare l’inaspet tato quadro.” (Malpica 1993, 211).

Questo è l’incantamento provato dal poeta e giornalista Cesare Malpica durante il suo viaggio in Basilicata nel 1847. Il palazzo dalle “fanciulle in fiore” è quello dei principi Torcila. Questa nobile famiglia è stata padrona del paese fin dal XV secolo e a questa data edifica la propria residenza. Essa subisce gravi danni col terremoto del 1851.

Successivamente i Torcila cedono alla famiglia Cittadini tale palazzo che, dopo il ter remoto del 1930, viene abbellito con “un giardino amenissimo, fontane e getti d’acqua. Si ammira in una delle sue sale un antico sarcofago greco, scoperto da un secolo e mezzo in Atella e trasportato poi a Barile” (Strafforello 1980, 52). Un altro palazzo imponente è in piazza Garibaldi, comunemente chiamata piaz za Steccato.

Esso appartiene per qualche secolo alla famiglia Prete, una delle più ricche di Barile e di nobile discendenza da genti della città greca di Corone. “Palazzina Prete, oggi Delizio e Falaguerra, allo steccato, distinto in due braccia che fronteggiano la strada principale interna; il primo a due piani, il se condo ad uno; è nell’insieme assai vasto e riesce a tre piani ed a due dal lato meridionale” (Bozza 1899, 57-58).

II nome di riferimento comune della piazza è dato dalla bella Fontana dello Steccato. Una lapide commemorativa riporta la data di costruzione: 1713. Per molto tempo essa è centro aggregativo principale del paese, culmine laico di gran parte delle feste religiose e posto di partenza e traguardo di manifesta zioni sportive locali.

Altri palazzi sono disseminati lungo le strette strade del paese. Palazzo Pennisilico, in via Vittorio Emanuele, rifatto nel 1957; Palazzo Torelli, presso la Chiesa Madre e, poi ancora, i Palazzi Bozza, Piacentini, Lamorte, Ferroni. Tut­ti concentrati su via Caracciolo. Questi ultimi sono stati ricostruiti dopo il ter remoto del 1851 ed hanno, quindi, in comune linee architettoniche ottocentesche.