Atella

Hotel – Agriturismi – Bed and Breakfast – Residence – Casa vacanze – Ostelli – Shopping – Ristoranti – Pub – Vendita  Appartamenti

Altitudine m 500
Abitanti 3542
Distanza dal capoluogo km 43

II 2 aprile 1330 Giovanni d’Angiò, conte di Gravina, costruisce Atella dopo aver ottenuto, da suo fratello Roberto, re di Napoli, la baronia sulla valle di Vital ba in seguito all’uccisione di Pietro, conte di Eboli, precedente feudatario. Inizialmente il paese è cinto da mura possenti ed è difeso dal Castello con tor ri circolari. Al centro dell’antica città fortificata, l’attuale corso principale, vie ne edificata la chiesa durazzesca dedicata a S. Maria ad Nives.

La sobria ed elegante facciata, coronata da una serie di archetti pensili, è adornata da un rilievo lapideo raffigurante il Cristo e da due statue dei Ss. Nicola di Bari e Antonio Abate. Il portale è in pietra scolpita e ha insoliti motivi di origine is lamica. L’interno, a navata unica, è arricchito da una serie di opere lignee del Settecento lucano:coro, organo, cantoria. Sempre in legno è la statua di S. Pietro scolpita da A. Persie (1507-93).

Nel corso dei secoli il paese è caratterizzato da una forte valenza religiosa. Ciò è evidenziato dall’alto numero di chiese e conventi (oggi in buona parte di roccati) in rapporto agli abitanti.I Domenicani costruiscono ilconvento e la chiesa dell’Annunziatafuori porta Melfi. Gli Agostiniani erigono la chiesa di S. Vita presso porta Napoli.

Vi è poi il convento di S. Francesco della Scarpa occupato dal 1358 dai Minori Conventuali. Successivamente è la volta, per bre ve tempo, dei Carmelitani. Nel 1706 i Francescani Riformati ricostruiscono il monastero di S. Maria degli Angelifondato dagli Osservanti nel 1439.

La chiesa di S. Benedetto subisce rimaneggiamenti nel 1771. Sul suo altare maggiore è collocato il quadroPentecoste (1710), di A. Miglionico. Di ignoto è, invece, il notevole dipinto murale, posteriore al terremoto del 1456, Madonna ripara-trice, oggetto di attenzione di molti storici dell’arte. Esso è nella chiesa di S. Lucia, di pertinenza del cimitero. Accanto a questo sono in corso campagne di scavo da cui già sono emersi reperti di animali preistorici.

Il Castello, con le sue torri circolari, subisce un rapido decadimento struttu rale quasi a significare la fine di un’epoca e di un sistema politico-sociale. Nuovi palazzi sono ormai già presenti nel centro storico. Appartengono alle nuove famiglie nate nella seconda metà del Settecento e rafforzatesi econo micamente dopo la liquidazione dell’asse ecclesiastico sia durante il decen nio francese che in quello immediatamente successivo alla vittoria sul bri gantaggio (1866-1876). Una di queste è la famiglia Saraceno, il cui potere è re so visibile dai due palazzi, sul corso principale del paese (XVIII e XIX secolo).