Albano

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Il nome etnico proveniente da una delle città d’epoca romana chiamata Alba, la cui radice indoeuropea è Alb, monte.

Nel territorio sono sparsi molti palmenti (grossi blocchi di pietra con in cavi a forma di vasca) i quali fanno pensare ad antichi riti sacrificali legati alle “primavere sacre” durante le quali gli antichi Lucani sacrificavano i lo ro primogeniti e offrivano le primizie. Ciò fa supporre l’esistenza di un villaggio.

Il luogo era già abitato in età neolitica, come lasciano intendere le punte di lancia levigate del V secolo a.C. rinvenute in contrada Seroto. Nel 604 Agilulfo, re dei Longobardi, nella relazione inviata a Costantinopoli per trattare della situazione dei territori meridionali da lui conquistati, dice all’imperatore bizantino di aver già fortificato Albano.

Albano pare caratterizzato da alcune peculiarità: è “un paese battuto da tutti i venti, percorso da tutte le procelle” (Malpica 1847, 86) e ha sempre sorpreso il viaggiatore, antico e moderno, per essere uno dei paesi più freddi della regione. Questo d’inverno, ma d’estate “la sua posizione è ridente da lasciarti di sé un desiderio” .

Un’altra caratteristica è data dalla coltura dei grani duri, detti “saragolli”, ottimi e ricercati. Rimarchevole è però lo spirito di vitalismo del suo popolo. Nel 604 collabora con i Longobardi nella fortificazione del Castello utile alla difesa dai Bizantini, i quali ritentano la conquista del territorio come del resto dell’Italia meridionale.

Uno dei simboli di  progresso è rappresentato dalla costruzione della torre dell’orologio. Anche le chiese vengono ristrutturate. La Chiesa Madre, intitolata a S. Maria Assunta (XIII secolo), è soggetta a diversi ampliamenti.

L’interno a tre navate custodisce alcuni pregevoli quadri: Madonna della neve, dipinto su tela di Cornelis De Smet (pitt. doc. 1574-1592); Madonna del Rosario (1629), tela del Pie-trafesa; Ultima cena (XVI secolo), di scuola vicina a Teodoro D’Errico. La chiesa dell’Annunziata conserva all’interno una bella tela di Antonio Ferro raffi gurante l’Annunciazione (XVII secolo).